Principi di Scienza Politica

William Roberts Clark, Matt Golder, Sona Nadenichek Golder. 2011. Principi di Scienza Politica. Milano: McGrawHill.
Edizione italiana curata da Fabio Franchino, con la collaborazione di Giovanni Carbone, Luigi Curini, Luciano Fasano e Francesco Zucchini.

clark_principiPREFAZIONE ALL’EDIZIONE ITALIANA

L’idea di adottare un nuovo manuale per i nostri corsi introduttivi di scienza politica ci è stata inizialmente suggerita da Alessandra Porcelli della casa editrice McGrawHill che condivideva con noi la necessità di aggiornare l’offerta della manualistica di scienza politica in Italia. Molti testi disponibili sul mercato internazionale sono trattazioni strutturate in modo piuttosto tradizionale, mentre il libro di Clark, Golder e Golder rappresenta, a nostro avviso, una rilevante novità.

In primo luogo, è un testo orientato ai problemi. Ogni capitolo, con l’eccezione di quelli introduttivi, inizia con una serie d’importanti domande che gli scienziati politici si pongono nella loro attività di ricerca. Procede poi in modo graduale, cumulativo, chiaro e sistematico, nel delineare una risposta, riassumendo la letteratura, analizzando l’evidenza empirica e sviluppando teorie. È data più enfasi ai meccanismi e ai processi esplicativi dei fenomeni politici, piuttosto che alle definizioni, tipologie o classificazioni che comunque vengono trattate, ma solo al fine di rispondere ai quesiti classici e imprescindibili della nostra disciplina. Nella lettura di ogni capitolo, lo studente è quindi naturalmente invogliato ad arrivare alla fine perché motivato dalla necessità di trovare una qualche risposta o un insieme di risposte a queste domande.

In secondo luogo, nell’affrontare questi temi, il testo aiuta gradualmente gli studenti a capire cosa significa “fare” scienza politica. Per esempio, il Capitolo 5 non si occupa solo dei regimi autoritari e democratici, ma utilizza la democrazia come pretesto per spiegare come si concettualizzano e si misurano i fenomeni politici. Il Capitolo 6 non affronta solo la teoria della modernizzazione ma illustra anche come derivare implicazioni alternative da differenti teorie e come metterle a confronto con la realtà empirica. Il Capitolo 7 non tratta solo delle determinanti culturali della democrazia ma mostra anche l’importanza del controllo e della cumulazione. Nel frattempo, gli studenti sono esposti a un insieme di strumenti che sono diventati centrali nella scienza politica moderna, tra cui la teoria dei giochi e della scelta sociale, gli esperimenti, le narrative analitiche e l’analisi statistica.

Riteniamo che questa strategia didattica sia profondamente gratificante. Lo straordinario valore aggiunto del libro non è solo quello di ridurre in modo rilevante il divario tra come insegniamo scienza politica ai nostri studenti e come facciamo scienza politica nella nostra attività di ricerca, ma anche quello di fornire loro i primi importanti strumenti affinché possano essere interpreti critici della letteratura.

Oltre ad essere aggiornato, un altro di forza del testo è di essere sistematicamente comparato. Lo sforzo di documentare diacronicamente e sincronicamente l’intero universo dei casi, per quanto possibile e per ogni fenomeno politico oggetto di studio, è encomiabile. Per questo motivo e per la varietà degli esempi trattati, il volume è quindi non solo meno orientato a occidente, ma è anche veramente comparato poiché sfrutta al massimo la varianza tra paesi che è di estrema importanza per rispondere alle nostre domande di ricerca.

Il manuale potrebbe sembrare difficile a un primo sguardo, ma quest’obiezione non ci trova d’accordo. In primo luogo, come affermano gli autori, il testo è stato scritto in modo da essere “comprensibile a studenti ambiziosi, [ma] senza alcuna precedente formazione di scienza politica”. In secondo luogo, il materiale è presentato in modo graduale e cumulativo. Gli autori investono molto tempo nello spiegare i passaggi d’apprendimento più delicati. In altre parole, il volume è semplice ed introduttivo. A riprova di ciò, v’invitiamo a leggere il Capitolo 3 su Che cos’è la politica?, dove il classico di Hirschman è usato come pretesto per introdurre sia il concetto di politica sia l’analisi strategica. Se vi sembra un’introduzione troppo semplice alla politica, vuol dire che abbiamo ragione.

Entrando nel merito dei temi trattati, il testo dà inevitabilmente maggior enfasi ad alcune tematiche piuttosto che ad altre. Data l’impossibilità di coprire dettagliatamente, in un corso introduttivo, la varietà dei temi studiati dagli scienziati politici, alcuni argomenti devono scontare una certa marginalità al fine di potersi avvalere dei numerosi punti qualificanti del volume. Questo è un prezzo che siamo disposti a pagare.

Il nostro intervento di curatela si è rivolto al sistematico adattamento del testo per renderlo rilevante al contesto sociale dei nostri studenti, con esempi più appropriati e, dove possibile, con riferimenti all’Italia. Dove opportuno, abbiamo cercato di inserire il dato nazionale nelle figure e nelle tabelle e d’integrare la letteratura con lavori che trattano dell’Italia. Abbiamo infine sostituto alcuni approfondimenti con temi che parlano specificatamente del nostro paese. Gli approfondimenti sostituiti, quelli eliminati, i problemi e le appendici sono scaricabili, in inglese, dal sito del volume www.ateneoline.it/clark. Ci auguriamo che questi interventi abbiano reso il testo più vicino alla nostra realtà, sia sociale sia accademica, rispettandone la qualità di esposizione.

Desideriamo infine ringraziare i nostri colleghi del Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università di Milano, in particolare Alberto Martinelli, Nicola Pasini e Licia Papavero, per i preziosi spunti e suggerimenti che ci hanno fornito in fase di curatela, Adele Lebano, Francesca Pasquali e i traduttori della McGrawHill per l’importante collaborazione nella traduzione del testo, e Alessandra Pagani della casa editrice McGrawHill per il costante sostegno in fase di produzione.

Vi auguriamo una buona lettura.

Il gruppo di curatela
Fabio Franchino
Giovanni Carbone
Luigi Curini
Luciano Fasano
Francesco Zucchini