Un tetto anche per i “diniegati”?

#escapes2020 online – 26 giugno 2020
Il governo della migrazione e dell’asilo
Resistenza e azione in tempi di ambivalenza e incertezze

Stringa n. 4: Trovare e fare accoglienza nell’Europa dei sovranismi


Un tetto anche per i “diniegati”? Contraddizioni politiche e sociali di un programma di accoglienza per migranti irregolari ad Amsterdam

Silvia Aru, Politecnico di Torino, EU Horizon 2020, Marie Sklodowska-Curie grant agreement No 752021, https://passresearchingtheeuasylumsystem.com/
Milena Belloni, FWO Postdoctoral Fellow/ Ricercatrice TRAFIG, precedentemente affiliata a ERC HOMInG Trento, https://trafig.eu/

Nel 2014, il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) ha dichiarato i Paesi Bassi colpevoli di non garantire un adeguato alloggio ai migranti irregolarmente presenti nel loro territorio. In risposta a questo monito, nel 2019 il governo olandese ha adottato il cosiddetto LVV-Pilot, una politica volta a ospitare le persone irregolari in specifiche strutture collocate nelle principali città del paese: Amsterdam, Utrecht, Rotterdam, Groningen ed Eindhoven.

LVV-Pilot è spesso presentato dalle autorità nazionali e locali come una politica “sostenibile”1 e inclusiva. Attraverso questo progetto pilota, lo Stato fornisce per diciotto mesi un sistema di accoglienza esplicitamente rivolto agli individui senza documenti. Non stupisce dunque che il Pilot sia stato salutato dalle stesse associazioni pro-migranti presenti nel capoluogo olandese2 come un passo importante a favore dei migranti. Nonostante le chiare implicazioni positive del programma, le interviste con le istituzioni coinvolte nel progetto (autorità locali, funzionari governativi, ONG) e con i migranti (maggio 2019 – febbraio 2020) hanno fatto emergere vari aspetti problematici di questa politica, tali da mettere in dubbio il suo reale portato positivo.

La logica del Pilot: tra discorsi inclusivi e dinamiche divisorie

A ben guardare il Pilot non sovverte, ma rinforza, alcune categorie restrittive su cui si basa il sistema di asilo olandese. Infatti, possono accedere al programma solamente coloro che provengono da paesi etichettati “non sicuri” dalle autorità centrali e non, indistintamente, tutti i migranti irregolari. In questo quadro, coloro che devono lasciare il paese a causa del Sistema di Dublino occupano una posizione ambivalente. Queste persone sono infatti accolte nel Pilot della sola città “progressista” di Amsterdam, ma – a causa di pressioni nazionali – per soli sei mesi. Il Pilot riprende dunque la distinzione tra migranti “meritevoli” ed altri “non meritevoli”3 di supporto statale applicandola anche al gruppo delle persone irregolari. Se questa distinzione permette ad alcuni migranti di accedere ai rifugi, giustifica una politica di non tolleranza verso tutti gli altri tentativi, dal basso, di assicurarsi un qualche tipo di casa.

Inoltre, la “sostenibilità” a cui si fa riferimento nei documenti attuativi, legata all’obiettivo di individuare per ogni caso una “soluzione durevole”, sembra essere pericolosamente sbilanciata verso la via del ritorno “volontario”. L’obiettivo del programma è infatti quello di arrivare al superamento della condizione di irregolarità “degli ospiti” supportando, legalmente ed economicamente, tre possibili scenari: la regolarizzazione (a detta degli stessi amministratori, questa soluzione riguarda una netta minoranza degli ospiti); il ritorno volontario nello Stato d’origine; o il trasferimento verso un paese europeo o terzo a scelta del migrante. La paura dei migranti, anche quelli che sulla carta possono accedere alle strutture, è che il Pilot fornisca una traccia della loro presenza sul territorio e che li incanali, comunque, verso processi di tipo espulsivo per quanto formalmente “volontari”. Per questo, non tutti gli irregolari decidono di entrare a far parte del Pilot, pur se considerati “meritevoli” nell’ambito della logica del programma. Il perdurare di situazioni di informalità abitativa, data dai migranti che non possono o non vogliono accedere al Pilot, ha dato nuovo slancio alla guerra delle istituzioni contro l’occupazione abusiva, una forma di vita politica storicamente radicata ad Amsterdam.

Migranti “irregolari” ad Amsterdam

Ad Amsterdam, il Pilot fornisce 500 posti, di cui 100 riservati alle persone vulnerabili e 150 alle persone che hanno ricevuto un ordine di espulsione a causa del Sistema di Dublino. Attualmente vivono nei Paesi Bassi circa 40.000 migranti irregolari secondo le stime ufficiali, di cui approssimativamente 15.000 nella sola città di Amsterdam. Da queste veloci stime, risulta chiaro come il numero di persone accolte nel Pilot sia decisamente inferiore a quello di coloro che continuano a non avere, per scelta (data la logica del programma) o perché escluse, nessuna accoglienza da parte dello stato. Le azioni messe in campo da questo variegato gruppo di persone “irregolari” variano notevolmente caso per caso ma, soprattutto per coloro che non dispongono di reti familiari forti in loco, si traducono spesso nell’occupazione di stabili abbandonati o nella creazione di insediamenti informali. Queste occupazioni possono, o meno, prevedere anche la rivendicazione politica.

A questo proposito, Amsterdam è nota per ospitare, a partire dal 2012, un importante movimento politico di migranti senza status, chiamato We are here4, che rivendica il diritto ad accedere ai diritti sociali fondamentali come l’alloggio, la salute e l’istruzione. Fino a due anni fa le occupazioni di We are here hanno ricevuto ampio sostegno da parte della popolazione locale, dei rappresentanti politici e degli attori sociali. Attualmente, il movimento sta perdendo slancio a causa delle divisioni interne, delle difficoltà nel trovare edifici abbandonati e di un’atmosfera politica sempre più ostile. Mentre il comune di sinistra si stava adoperando per l’attuazione del programma LVV, il sindaco di Amsterdam ha annunciato la “tolleranza zero” nei confronti delle occupazioni abusive.

Immagine dell'articolo di Milena Belloni e Silvia Aru per #escapes2020Abbiamo avuto modo di seguire un gruppo di occupanti stranieri, composto da circa 80 uomini tra i 18 e i 40 anni, provenienti principalmente dalla Nigeria e dal Gambia. Durante la nostra etnografia, i migranti hanno occupato un deposito di ex supermercati e un garage abbandonato. Nonostante le condizioni di vita estreme, il garage ha rappresentato il rifugio migliore per questo gruppo durante l’inverno 2019-2020, dato che tutti gli altri tentativi di occupazione abusiva sono falliti a causa del nuovo clima politico in cui gli interventi di polizia sono diventati sistematici e i proprietari degli stabili possono contare su giudici sempre meno inclini a tollerare occupazioni abusive.

Possiamo concludere che il Pilot è un programma che, nella pratica, più che garantire diritti di base a tutti (irregolari compresi) è teso a facilitare una razionalizzazione della presenza degli irregolari, individuando ancora una volta nell’espulsione la via maestra dell’azione politica5. Da parte loro, i migranti irregolari, nonostante la politica formalmente a loro favore, affrontano condizioni abitative sempre più precarie, in un contesto in cui l’informalità urbana – qui intesa come spazio dell’“abitare” e della “politica”6 – sembra sempre più sotto attacco.

Note:
1. http://decentrale.regelgeving.overheid.nl/cvdr/PDFoutput/Actueel/Amsterdam/CVDR621489.pdf
2. https://m.facebook.com/amsterdamcityrights/posts/2199214743668784
3. Sales, R. (2002). The deserving and the undeserving? Refugees, asylum seekers and welfare in Britain. Critical social policy, 22(3), 456-478.
4. Hager, M. (2015) We Are Here! Claim&making in citizenship struggles of undocumented migrants. (MA thesis) UVA: Amsterdam.
5. Kalir, B. (2017). State desertion and “out-of-procedure” asylum seekers in the Netherlands. Focaal, 2017(77), 63-75.
6. Dadusc, D. (2016). Squatting and the undocumented migrants’ struggle in the Netherlands. Migration, Squatting and Radical Autonomy, 275-284.

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Per citare questo articolo:
Aru, Silvia, Belloni, Milena. “Un tetto anche per i “diniegati”? Contraddizioni politiche e sociali di un programma di accoglienza per migranti irregolari ad Amsterdam”, in Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate VI Conferenza nazionale – edizione on line 26 giugno 2020, http://www.escapes.unimi.it/escapes/un-tetto-anche-per-i-diniegati/, consultato il GG/MM/AAAA

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