Escapes 2016 call for presentations – panel 16

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

16) Migrazioni forzate e politiche di inclusione nel mercato del lavoro

Proponente: Monica Mc Britton (Prof.ssa aggregata di Diritto del lavoro – Università del Salento) Continua a leggere

Escapes 2016 call for presentations – panel 6

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

6) Quale futuro per Schengen?

Proponenti: Giuseppe Campesi (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari), Giuseppe Morgese (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari) Continua a leggere

Escapes 2016 call for presentations – panel 5

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

5) Il sistema europeo comune di asilo alla prova dei diritti umani

Proponente: Adele Del Guercio (Ricercatrice di Diritto internazionale, Università degli Studi di Napoli L’Orientale) Continua a leggere

Escapes 2016 call for presentations – panel 3

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

3) La nuova geografia politica del controllo delle migrazioni e della frontiera europea

Proponenti: Giuseppe Campesi (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari), Patricia Chiantera (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari) Continua a leggere

Seminario Escapes – Polizia della frontiera

Polizia della frontiera. Un libro di Giuseppe CampesiNel 2005 nasce l’agenzia europea Frontex, cui è stato affidato il difficile compito di coordinare l’attività di controllo delle frontiere comuni svolta dalle diverse forze di sicurezza nazionali. Frontex rappresenta uno straordinario laboratorio per le politiche di controllo della mobilità umana nell’Europa contemporanea. Un laboratorio attraverso il quale l’Unione sta concretamente sperimentando un inedito modello di gestione post-nazionale della frontiera. Continua a leggere

Il principio di effettività nel diritto delle migrazioni forzate

Il principio di effettività nel diritto delle migrazioni forzate dalle fondamenta costituzionali al sistema d’asilo europeo.

L’articolo di Romina Amicolo è stato pubblicato nel numero 255 – 01 Gennaio 2016 di Immigrazione.it, la rivista internet quindicinale edita da Studio immigrazione che si pone come obiettivo principale l’approfondimento degli aspetti giuridici del fenomeno dell’immigrazione, della condizione dello straniero (tratto dalla presentazione della rivista).

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L’indistinguibile biglietto da visita

Cronologia di un viaggio di ritorno a Berlino tra i confini dell’Europa

Di Elena Fontanari (vai alla licenza)

Sono le 10:30 del mattino, ancora un po’ assonnati scendiamo dal treno. Siamo a Verona e dobbiamo prendere la coincidenza per Monaco di Baviera, in Germania. Io e il mio ragazzo abbiamo lasciato Milano questa mattina presto, si torna a casa, si torna a Berlino.

La stazione di Verona appare molto attiva in questa prima giornata autunnale. Guardo sul tabellone degli orari dei treni per vedere in che binario si trova il nostro treno: binario 1. Arriviamo sul binario e il treno è già lì, pronto ad aspettarci; treno tedesco, della Deutsche Bahn. Le porte sono tutte chiuse, e le persone aspettano fuori sul binario. Mi accorgo che ci sono diversi ragazzi africani, molti di loro sono eritrei, mi spiegheranno dopo. Alcuni di loro sono in piccoli gruppetti, altri sono da soli, tutti hanno una valigia o uno zaino e il biglietto in mano. Continua a leggere

Panel 6 – Emergenza senza fine o fine dell’emergenza? Quali prospettive per l’accoglienza in Italia

Proponente: Associazione Asilo in Europa, Laboratorio Escapes

Il presente panel è volto a creare uno spazio di incontro tra operatori del settore e mondo della ricerca, all’interno del quale riflettere in maniera collettiva sullo stato dell’arte e sulle prospettive dell’accoglienza in Italia, alla luce delle recenti trasformazioni che l’hanno investita. Nell’ultimo biennio, infatti, il sistema di accoglienza italiano è stato interessato dalla conclusione delle misure emergenziali Ena, dal significativo allargamento della rete SPRAR, dall’avvio di un’ennesima gestione emergenziale (Cas/Mare Nostrum), nonché dalla sottoscrizione da parte della Conferenza Unificata Stato‐Regioni di un Piano operativo nazionale (10.07.2014) che costituisce un primo tentativo di ideazione di un sistema unico di accoglienza, imperniato sulla rete SPRAR ed organizzato per fasi (soccorso e prima assistenza, prima accoglienza e qualificazione, seconda accoglienza e integrazione). Prendendo le mosse da queste trasformazioni, il panel proposto mira a discutere alcuni possibili scenari, a partire dall’analisi di casi concreti e specifiche esperienze di accoglienza sul territorio italiano. Particolare attenzione sarà rivolta all’implementazione del Piano operativo nazionale, agli effetti della gestione emergenziale e alle prospettive per la rete SPRAR. Asilo in Europa si propone di introdurre la discussione con una riflessione sulla sperimentazione in atto in Emilia Romagna con il cosiddetto HUB di via Mattei a Bologna. Le proposte di intervento potranno essere di carattere sia empirico (discussione di casi) sia teorico (paper scientifici) e dovranno contribuire a:

– riflettere criticamente sul significato di accoglienza, in un contesto caratterizzato da un’estrema eterogeneità di prassi a livello locale, dalla difficoltà di fare rete con il sistema territoriale dei servizi e dall’insufficienza di progetti di inclusione sociale conseguenti al riconoscimento;

– analizzare le forme e gli effetti della gestione emergenziale sui singoli territori, sui richiedenti asilo e sulle preesistenti pratiche consolidate di accoglienza;

– analizzare specifici esempi di prassi di accoglienza, sia buone (accoglienza diffusa, accoglienza in famiglia, ecc.) sia cattive (sprechi e mala gestione, accoglienza di bassa soglia, ecc.), mettendole in relazione a trasformazioni più complessive dell’accoglienza in Italia;

– discutere sperimentazioni locali di messa in atto del Piano operativo nazionale;

– riflettere sul modello di accoglienza in gioco in Italia alla luce delle recenti trasformazioni, con una particolare attenzione alle prospettive per la rete SPRAR;

– ragionare sulle possibili trasformazioni che potrebbe subire il ruolo e la figura dell’operatore sociale in questa fase di cambiamento;

– mettere in relazione fenomeni italiani con esperienze simili all’estero e riflettere sul senso e le prospettive  del Sistema comune europeo di asilo in rapporto al tema dell’accoglienza;

– riflettere sulle trasformazioni che hanno caratterizzato la rete SPRAR in seguito ai recenti allargamenti e alla coesistenza con sistemi di accoglienza emergenziali paralleli;

– riflettere sul significato dell’accoglienza a partire dalle esperienze soggettive dei richiedenti asilo accolti in Italia, attraverso l’utilizzo di esempi etnografici.

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Panel 4 – Mobilità delle persone e accesso all’Europa

Proponente: Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Laboratorio Escapes

Nell’ambito del panel si vogliono discutere, con un taglio giuridico, questioni connesse con la mobilità delle persone, ed in particolare relative all’attraversamento del Mar mediterraneo, agli spostamenti intra-europei, all’effettivo accesso alla protezione, alla privazione della libertà (legalizzata o meno). I campi di accoglienza/detenzione da istituire nei Paesi africani, quelli già operanti in Europa, Frontex, il regolamento Dublino sono tutti strumenti della stessa politica volta a regolamentare/contenere la mobilità dei migranti, anche a discapito dei diritti fondamentali. I processi di Khartoum, Rabat e Budapest, nonché l’Agenda europea sull’immigrazione (che dovrebbe essere resa pubblica a maggio) pongono fortemente l’accento sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti, Paesi che tuttavia non possono definirsi “sicuri” in quanto non offrono garanzie sotto il profilo del rispetto dei diritti umani e del diritto d’asilo. A tal riguardo la Corte europea dei diritti umani ha avuto modo di precisare, nel pronunciarsi sul ricorso Hirsi e altri c. Italia, che non è sufficiente la ratifica dei trattati internazionali sui diritti umani perché uno Stato possa definirsi sicuro: lo Stato Contraente della CEDU ha l’obbligo di verificare quale sia la situazione effettiva nel Paese di destinazione prima di respingere/espellere una persona. Tale principio è stato confermato anche con riguardo al trasferimento del richiedente asilo da uno Stato membro ad un altro in ottemperanza al riparto di competenze contenuto nel regolamento Dublino. Con il processo di Khartoum a venire in rilievo è tuttavia un’altra ipotesi, che desta peraltro grande preoccupazione: quella dell’esternalizzazione (in Paesi non europei, nella gran parte dei casi caratterizzati da regimi dittatoriali – come l’Eritrea, dall’assenza di un apparato statale che abbia il controllo effettivo sul territorio – come Libia e Somalia, da instabilità politica e conflitti interni) non solo dei controlli delle frontiere,  finanche dell’accoglienza dei richiedenti asilo e delle stesse procedure di esame della domanda. È chiaro che si tratta del tentativo degli Stati membri dell’UE di venir meno agli obblighi cui sono vincolati da molteplici fonti internazionali sui diritti umani, tentativo che contrasta peraltro con la giurisprudenza, sopra richiamata, della Corte di Strasburgo.

Dal momento della partenza, al momento in cui viene accolta la domanda di protezione internazionale, passando per il “viaggio” (che consente di accedere al territorio europeo), per i limiti alla mobilità intra-europea posti dal regolamento Dublino e alla libertà personale posti dallo strumento della detenzione (che, oltre ad essere una realtà di molti Stati europei, è peraltro un’ipotesi ammessa dalla nuova direttiva accoglienza – 2013/33/UE), vengono pertanto in rilievo numerose questioni connesse con la protezione dei diritti dei migranti.

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Panel 3 – Resettlement and other forms of admission to Europe: analysis of current policies and future opportunities

Proponents: Milena Belloni, PhD in Sociology and Social Research, University of Trento; Emanuela Paoletti, Research Associate at the Refugee Studies Centre, Oxford University

[versione italiana]

Resettlement represents, together with repatriation and local integration in the first country of asylum, one of the durable solutions that the international community has pursued to address the increasingly complex predicament of refugees and asylum seekers across the world (Chimni, 1999; Long, 2015). However, only a small percentage of refugees (normally about 1% globally, UNHCR, 2014) has access to resettlement. This is partly because few industrialised countries support the resettlement programme sponsored by the United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR). Furthermore, other opportunities for mobility, endorsed by UNHCR and the international community, such as humanitarian admission, private sponsorship, scholarships for students, humanitarian visas, family reunifications, medical evacuations and work placement programmes (UNHCR, 2015) remain ad hoc and limited in scale. In particular, resettlement slots offered by European countries are modest vis-à-vis those made available by countries such as the United States or Canada that accept thousands of refugees from camps in, for example, Ethiopia, Pakistan and Kenya. While the number of refugees resettled to Europe over the last few years remains scant, the influx of persons seeking protection from Asia and Africa to Europe has significantly increased and so has the number of those recognised as refugees in Europe. This leads us to question whether resettlement and other forms of admission could represent a less onerous alternative economically and in terms of human toll. The humanitarian operations of Mare Nostrum are a glaring example of how costly existing policy responses can be. Against this background, the panel intends to investigate the extent to which an expansion of resettlement and other forms of admissions of refugees and asylum seekers to Europe could improve European asylum policies. The panel aims to present a selection of case studies in a comparative approach.

In particular, we invite contributions addressing the following issues: is there a connection between the limited implementation of resettlement measures and the significant flow of asylum seekers to Europe? How can we explain the embryonic status of resettlement policies in Europe and the limited mobility channels available to refugees and asylum seekers? How do resettlement policies in Europe affect the protection space in North African countries and vice-versa? What are the problems related to the present resettlement programmes for refugees, asylum seekers and local populations in the first country of asylum and in the destination? What are the criteria used to select refugees eligible for resettlement to third countries? How long does the process take and how is the waiting period experienced by the applicants? What consequences may group resettlement have (i.e. pull effects for prospective refugees who have not left their country yet)?What are the obstacles and opportunities for refugees and asylum seekers’ to access other admission schemes?

This panel aims to attract studies which investigate resettlement and other forms of admissions from the point of view of researchers, policy-makers, social workers (i.e. NGOs, local associations, international organisations etc.)and refugees themselves, who are waiting for resettlement in camps or those who have already been resettled and can reflect upon their experience. We especially welcome contributions based on field research and first-hand experience, which discuss the complexities of resettlement and other forms of admissions and reflect on opportunities and challenges that a wider use of resettlement and other admission forms in Europe may lead to.

Call for presentations

Panel 3 – Il reinsediamento e altri regimi di ammissione in Europa: tra politiche attuali e possibilità future

Proponenti: Milena Belloni, Dottoranda in Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Trento, Laboratorio Escapes; Emanuela Paoletti, Research Associate presso il Refugee Studies Center, Oxford University

[English version]

Il reinsediamento rappresenta, insieme al rimpatrio e all’integrazione locale nei paesi di prima accoglienza, una delle soluzioni a lungo termine che la comunità internazionale ha proposto al problema sempre più pressante dei rifugiati e richiedenti asilo nel mondo (Chimni, 1999; Long, 2015). Tuttavia solo una percentuale minima di rifugiati e richiedenti asilo (solitamente meno dell’1% su scala mondiale – UNHCR, 2014) accede al canale del reinsediamento poiché pochi paesi industrializzati aderiscono ai programmi di reinsediamento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Inoltre altri regimi di ammissione che sono sostenute dall’UNHCR e dalla comunità internazionale come i visti umanitari, gli sponsor privati, le borse di studio per studenti, i ricongiungimenti familiari, le evacuazioni mediche ed i programmi di inserimento lavorativo (UNHCR, 2015) rimangono ad hoc o limitate. In particolare in Europa, le politiche di reinsediamento sono a uno stato embrionale a differenza di paesi come Stati Uniti e Canada che annualmente accettano migliaia di rifugiati dai campi, ad esempio, di Etiopia, Pakistan e Kenya. E’ però interessante notare che mentre i numeri dei rifugiati reinsediati rimangono minimi in Europa, i flussi di richiedenti asilo e rifugiati da Asia e Africa verso l’Europa sono aumentati drammaticamente negli ultimi anni e conseguentemente il numero dei rifugiati riconosciuti come tali. Questo spinge a chiedersi se il reinsediamento ed altre forme di ammissione possano costituire un’alternativa meno dispendiosa in termini di costi umani, ma anche di costi economici in senso stretto – basti pensare alle spese sostenute nell’estate 2014 per la conduzione dell’operazione umanitaria Mare Nostrum da parte dell’Italia. Il panel mira ad investigare se una più ampia applicazione degli interventi di reinsediamento e altre forme di ammissione di rifugiati e richiedenti asilo nel contesto europeo possa o non possa costituire una futura strada per il miglioramento delle attuali politiche europee dell’asilo utilizzando studi di casi specifici e comparazioni tra vari contesti.

In particolare, le seguenti questioni risultano di particolare interesse: esiste una relazione tra mancate politiche di reinsediamento e l’imponente flusso di richiedenti asilo verso l’Europa? Come si spiega lo stato embrionale dei programmi europei di reinsediamento e altre forme di ammissione di rifugiati e richiedenti asilo? In che modo le politiche del reinsediamento in Europa influenzano l’accesso alla protezione internazionale nei paesi del Nord Africa e viceversa? Quali sono le attuali problematiche legate ai programmi di resettlement per i rifugiati e richiedenti asilo e per le popolazioni locali nei paesi di prima accoglienza e nei paesi che aderiscono ai programmi di reinsediamento? Quali criteri vengono utilizzati nelle selezioni dei rifugiati da reinsediare? Quanto tempo dura l’attesa e in che modo questo periodo viene vissuto dai candidati? Quali meccanismi possono essere innescati da reinsediamenti di gruppo (i.e. pull effect per coloro che non sono ancora fuggiti dal paese)?

Il panel si propone di raccogliere ricerche e riflessioni che analizzino il tema del reinsediamento e di altre forme di ammissione dal punto di vista di ricercatori, policy-makers, operatori del settore (i.e. organizzazioni non-governative, enti locali, organizzazioni internazionali, etc.). Sono incentivati gli interventi che rappresentino il punto di vista dei rifugiati e richiedenti asilo, sia essi che attendano il reinsediamento dai campi dei paesi di primo asilo, sia che siano già stati reinsediati in paesi terzi e riflettano sulla loro esperienza. Sono benvenuti tutti gli studi che portino esperienze e dati di prima mano e che mettano in luce le complessità dell’attuale sistema del reinsediamento, così come le opportunità a cui potrebbe dar luogo per i rifugiati e richiedenti asilo e per i paesi che vi aderiscono. Si valutano contributi sia in italiano che in inglese.

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Expert Meeting EASO 6 – 7 maggio 2015

L’articolo che segue è tratto dalla newsletter dell’European Asylum Support Office di marzo 2015

EASO Expert Meeting on the ‘Identification of Victims of Trafficking of Human Beings who may be in need of International Protection’

On 6 and 7 May 2015, EASO will host an Expert Meeting on the ‘Identification of Victims of Trafficking of Human Beings who may be in need of International Protection’.
One of EASO’s objectives for 2015 is supporting a better identification of vulnerable persons. Continua a leggere

Plenaria PE 27 – 30 aprile 2015

La plenaria del Parlamento europeo si terrà a Strasburgo dal 27 al 30 aprile 2015. La trasmissione in streaming si potrà seguire su EP TV e su EbS+.

Nel progetto di ordine del giorno figurano anche:

Martedì 28 aprile 2015

  • Pacchetto “Frontiere intelligenti”
    Interrogazione orale

Mercoledi 29 aprile 2015

  • Relazione del Consiglio europeo straordinario (23 aprile 2015) – Recenti tragedie nel Mediterraneo e politiche UE in materia di migrazione e asilo
    Proposte di risoluzione

Giovedì 30 aprile 2015

  • 12:00 – 14:00 VOTAZIONI
    Situazione in Nigeria
    Proposte di risoluzione
  • 15:00 – 16:00   Discussioni
    Discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto
    Caso di Nadija Savčenko
    Situazione del campo profughi di Yarmouk in Siria
    Arresto di attivisti impegnati a favore dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori in Algeria
  • 16:00 – 17:00 VOTAZIONI
    Proposte di risoluzione concernenti le discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto

Meeting FEMM – PE marzo

Il prossimo meeting della commissione per i diritti delle donne e uguaglianza di genere FEMM del Parlamento europeo si terrà il 30 e 31 marzo 2015 a Bruxelles (in streaming su EP TV). Nel progetto di ordine del giorno per il 30 marzo sono previste anche le seguenti discussioni:

6. The situation of fundamental rights in the European Union (2013-2014)
Rapporteur for the opinion: Daniela Aiuto (EFDD)
Responsible: LIBE – Laura Ferrara (EFDD)

  • Consideration of draft opinion
  • Decision on deadline for tabling amendments

7. The security challenges in the MENA region and the prospects for political stability
Rapporteur for the opinion: Maria Arena (S&D)
Responsible: AFET – Vincent Peillon (S&D)

  • Consideration of draft opinion
  • Decision on deadline for tabling amendments

*** Electronic vote ***

11.      The current political situation in Afghanistan
Rapporteur for the opinion: Mariya Gabriel (PPE)
Responsible: AFET – Sabine Lösing (GUE/NGL)

  • Adoption of draft opinion