Escapes 2017 – Programma workshop 5


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Venerdì 9 giugno 2017 ore 16.15 – 17.45
Polo didattico dell’Università di Parma, Strada Pietro Del Prato, 5

Workshop in collaborazione con Rosa Luxemburg Stiftung

5. Successi e fallimenti dei percorsi di integrazione

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Escapes 2017 call for presentations – panel 1

Quarta conferenza annuale di ESCAPES

Ripensare le migrazioni forzate
Teorie, prassi, linguaggi e rappresentazioni

Parma, 8 – 9 giugno 2017


Lavorare nel sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati

Proponente: Davide Biffi, laboratorio Escapes – Dottorando Università Bicocca Milano in Antropologia Sociale e Culturale.

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Welcome to Bar Lodi


Locandina Welcome to Bar LodiStorie di andate e ritorni
fra Lodi e il Corno d’Africa

Ciclo di incontri organizzato da Archivi-amo e Valentina Fusari (Università di Pavia) grazie al contributo della Fondazione Banca Popolare di Lodi.
Gli incontri si svolgono presso la Sala Granata della Biblioteca Laudense e mirano a chiarire, in prospettiva storica e sociale, i legami esistenti fra il territorio lodigiano e il Corno d’Africa grazie al contributo di attori locali e di esperti di settore.
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La complessità come risorsa a Cagliari

Consorzio Communitas – Escapes

LA COMPLESSITÀ COME RISORSA
RISPOSTE TERRITORIALI NEL LAVORO DI ACCOGLIENZA E TUTELA DEI MIGRANTI FORZATI

Seminario Arcivescovile – Cagliari, 7-8 ottobre 2016

Formazione rivolta ad operatori sociali, funzionari e volontari impegnati nel settore dell’accoglienza e dell’asilo in Sardegna Continua a leggere

La civiltà dell’accoglienza edizione 2015

Torna a Parma il corso promosso da CIAC onlus con la collaborazione del Servizio centrale dello SPRAR, Forum Solidarietà – centro servizio per il volontariato, il Centro Interculturale di Parma e provincia e la Cooperativa sociale World in Progress. E’ rivolto a volontari e operatori impegnati nell’accoglienza e assistenza di migranti e richiedenti asilo in Parma e provincia e a tutti i cittadini interessati.

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La complessità come risorsa a Biella

Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate e Consorzio Communitas in collaborazione con il Servizio Centrale SPRAR promuovono il corso di formazione

LA COMPLESSITÀ COME RISORSA.
RISPOSTE TERRITORIALI NEL LAVORO DI
ACCOGLIENZA E TUTELA DEI MIGRANTI FORZATI

Biella, Città Studi, Università di Biella, Corso Pella 2
16 – 17 novembre 2015 Continua a leggere

Panel 11 – Dentro/Fuori le istituzioni: contributi etnografici sulle zone d’ombra del sistema d’accoglienza in Italia

Proponenti: Elena Fontanari, Università degli Studi di Milano, Laboratorio Escapes; Giulia Borri, BGSS – Humboldt University of Berlin, Laboratorio Escapes

Negli ultimi anni l’Italia è stata attraversata da grandi cambiamenti che hanno modificato le forme di accoglienza e i sistemi di controllo delle migrazioni forzate. L’aumento del numero degli arrivi nel 2014, l’allargamento del sistema SPRAR, l’operazione Mare Nostrum, il passaggio dei siriani nella stazione centrale di Milano, i tentativi di abbandonare l’Italia verso i paesi del nord Europa, gli scandali di “Mafia Capitale”, sono alcuni dei fenomeni che hanno messo in evidenza le profonde ambiguità del sistema di accoglienza italiano e la complessità dell’interrelazione con fenomeni strutturali quali la crisi economica. Una delle caratteristiche che possiamo osservare in questi nuovi fenomeni, è l’aumento dell’indistinzione tra formale/informale e sicurezza/accoglienza nella gestione delle migrazioni forzate così come nelle esperienze dei soggetti. Si è venuto a formare un mondo parallelo che viene raggiunto dallo stato in termini di controllo, ma non di accoglienza. Delle “zone d’ombra” che affiancano – e a volte incrociano – le istituzioni, in cui i richiedenti asilo e rifugiati si muovono tra costrizioni strutturali e volontà di costruirsi autonomamente i propri percorsi e progetti. Queste zone d’ombra che affiancano il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, caratterizzate da un alto livello di informalità, mettono in luce l’accrescere di  una tendenza tipica della gestione delle migrazioni forzate: la tensione tra controllo e abbandono. Questa caratteristica ambivalente di controllo/abbandono delle politiche sulle migrazioni forzate ha degli effetti diretti sulle biografie dei soggetti creando una condizione ambivalente di forte marginalità, da un lato, ed estrema esibizione pubblica e mediatica, dall’altro. Condizione che viene rinforzata anche da altri fenomeni strutturali quali la povertà economica, le diverse forme di razzismo, e il sistema di welfare (e le sue lacune).

In questo panel si vogliono raccogliere ricerche che contribuiscono a mettere in luce queste “zone d’ombra” che affiancano e sovrappongono le istituzioni. Interessano ricerche che svelano come in queste “zone d’ombra” i meccanismi di controllo si incontrano e scontrano con i desideri e i percorsi autonomi dei migranti forzati, che cercano di fuggire e svincolarsi dalle restrizioni. Sia nei centri di prima accoglienza, così come nei centri SPRAR, e nei centri Dublino, assistiamo allo svilupparsi di percorsi di richiedenti asilo e rifugiati che escono dalle mura di questi edifici – per poi rientrarci e riuscirci ancora. Allo stesso modo queste dinamiche sono presenti nelle tendopoli di Rosarno o del “Gran Ghetto” di Foggia, nelle navi della marina dell’operazione Mare Nostrum, nelle città dove assistiamo all’intensificarsi di pratiche abitative come l’occupazione di case, o l’utilizzo delle stazioni dei treni come luoghi di rifugio e transito. Le politiche di gestione delle migrazioni forzate alternano un intenso controllo delle mobilità dei soggetti con l’abbandono di quest’ultimi, negandone l’esistenza e rendendo invisibili le loro biografie. Dall’altro lato, i richiedenti asilo e rifugiati reagiscono a questi meccanismi, ritagliandosi spazi e tempi di autonomia. Ci interessano ricerche che, privilegiando una prospettiva etnografica, evidenzino queste dinamiche e tensioni partendo dal punto di vista dei soggetti che le vivono in prima persona. Seguendo le biografie dei richiedenti asilo e rifugiati che abitano le zone d’ombra fuori dalle istituzioni e dai programmi di accoglienza, per scelta o per abbandono, permette di metter in luce le carenze del sistema di accoglienza in relazione anche ad altri fenomeni strutturali sopraelencati. Siamo interessati a ricerche che ci svelino la complessità di questi processi, descrivendo le relazioni di potere che si instaurano tra gli attori e mettano in rilievo la voce dei soggetti protagonisti.

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Panel 7 – Sistemi di accoglienza e migrazioni forzate. Riflessività e ruolo degli operatori sociali

Proponenti: Davide Biffi, Laboratorio Escapes; Chiara Tasinazzo, Laboratorio Escapes

L’accoglienza di migranti forzati è un settore in espansione nel panorama del terzo settore. Dall’emergenza nord Africa (2011-2013) sino alle più recenti trasformazioni nel sistema di accoglienza, diverse tipologie di enti e attori sociali (cooperative sociali, associazioni, enti religiosi, altre tipologie di imprese) sono entrati nello scenario dei servizi di accoglienza. Tra questi vi sono molti professionisti debitamente formati che operano con la maturità di esperienze precedenti, ma vi sono sovente gestori che si trovano a lavorare in modo totalmente improvvisato.

La grande attenzione mediatica data agli arrivi di migranti nel corso del 2014, soprattutto per quanto riguarda gli sbarchi via mare,  ha favorito il mantenimento ed il consolidamento di quel sistema di accoglienza “emergenziale” gestito dal 2011 direttamente dalle Prefetture in tutta Italia. Parallelamente il sistema SPRAR è stato ampliato nel numero di posti con il bando 2014-2016 (arrivando a circa 20.000 posti, partendo dai precedenti 5.000 scarsi), anche se ciò ancora non basta a far fronte a tutte le richieste di accoglienza.

Nonostante alcuni elementi di novità (come la nascita dei centri di accoglienza straordinaria distribuiti sul territorio nazionale), il sistema di protezione e assistenza per richiedenti asilo e rifugiati che oggi è attivo in Italia si regge sulla base di scelte e pratiche basate ancora su improvvisazione ed emergenzialità.

Lo scenario attuale dell’accoglienza offre un quadro che permette di mettere in luce aspetti critici sia a livello macro,  (cioè di linee politiche nazionali ed europee) che a livello micro, ovvero nelle modalità locali con cui sono gestite le diverse tipologie di centri di accoglienza (SPRAR, Cara, Cas, ecc.).

In questo scenario numerosi operatori sociali sono stati chiamati a svolgere il loro lavoro spesso sprovvisti di adeguata formazione. Altre volte, pur avendo competenze professionali strutturate e proveniendo da esperienze pregresse nell’accoglienza, hanno incontrato difficoltà a causa del ruolo di cui sono stati investiti o dei compiti ad essi affidati senza il supporto di un più largo sistema strutturato e ben funzionante.

Questo panel intende favorire il dialogo tra operatori dei servizi di accoglienza (SPRAR, Cas, Cara, ecc.) e tra operatori e ricercatori universitari al fine di elaborare una riflessione critica su alcune questioni che il lavoro quotidiano nei servizi d’accoglienza fa emergere a vari livelli.

Per questo motivo sono auspicabili, ai fini di una buona riuscita del panel, contributi originali sia da parte di operatori sociali che di ricercatori.

Saranno dunque selezionate etnografie, studi di casi, ricerche originali, riflessioni e rielaborazioni su esperienze professionali e buone pratiche che trattino i seguenti temi:

– Il ruolo degli operatori e delle équipe di lavoro nei servizi di accoglienza: la formazione e la composizione delle équipe, le modalità operative, l’approccio all’utenza tra compassione e controllo, le dinamiche di mediazione e triangolazione tra beneficiari e istituzioni locali e nazionali;

– I beneficiari dei servizi di accoglienza: le modalità di relazione di operatori e istituzioni nei loro confronti, le forme di potere e di violenza strutturale agiti e subiti;

– La raccolta delle “storie di vita” in preparazione all’udienza alla Commissione Territoriale: la valenza di questo momento di relazione tra operatore e richiedente asilo, il ruolo dell’operatore, le dinamiche di performance e di “costruzione della storia di vita”, le categorie di “verità” e “falsità” della narrazione, il supporto al progetto migratorio;

– Strumenti e buone pratiche dell’accoglienza;

– L’operatore del terzo settore e la gestione dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati: tra SPRAR e accoglienze straordinarie (il paradigma dell’emergenza); tra business, anche malavitoso (“Mafia capitale” esempio eclatante) ed intervento sociale; la logica dell’umanitario; la creazione di un nuovo target di mercato; specializzazione e improvvisazione degli operatori; le modalità con cui il terzo settore narra il proprio intervento.

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Panel 6 – Emergenza senza fine o fine dell’emergenza? Quali prospettive per l’accoglienza in Italia

Proponente: Associazione Asilo in Europa, Laboratorio Escapes

Il presente panel è volto a creare uno spazio di incontro tra operatori del settore e mondo della ricerca, all’interno del quale riflettere in maniera collettiva sullo stato dell’arte e sulle prospettive dell’accoglienza in Italia, alla luce delle recenti trasformazioni che l’hanno investita. Nell’ultimo biennio, infatti, il sistema di accoglienza italiano è stato interessato dalla conclusione delle misure emergenziali Ena, dal significativo allargamento della rete SPRAR, dall’avvio di un’ennesima gestione emergenziale (Cas/Mare Nostrum), nonché dalla sottoscrizione da parte della Conferenza Unificata Stato‐Regioni di un Piano operativo nazionale (10.07.2014) che costituisce un primo tentativo di ideazione di un sistema unico di accoglienza, imperniato sulla rete SPRAR ed organizzato per fasi (soccorso e prima assistenza, prima accoglienza e qualificazione, seconda accoglienza e integrazione). Prendendo le mosse da queste trasformazioni, il panel proposto mira a discutere alcuni possibili scenari, a partire dall’analisi di casi concreti e specifiche esperienze di accoglienza sul territorio italiano. Particolare attenzione sarà rivolta all’implementazione del Piano operativo nazionale, agli effetti della gestione emergenziale e alle prospettive per la rete SPRAR. Asilo in Europa si propone di introdurre la discussione con una riflessione sulla sperimentazione in atto in Emilia Romagna con il cosiddetto HUB di via Mattei a Bologna. Le proposte di intervento potranno essere di carattere sia empirico (discussione di casi) sia teorico (paper scientifici) e dovranno contribuire a:

– riflettere criticamente sul significato di accoglienza, in un contesto caratterizzato da un’estrema eterogeneità di prassi a livello locale, dalla difficoltà di fare rete con il sistema territoriale dei servizi e dall’insufficienza di progetti di inclusione sociale conseguenti al riconoscimento;

– analizzare le forme e gli effetti della gestione emergenziale sui singoli territori, sui richiedenti asilo e sulle preesistenti pratiche consolidate di accoglienza;

– analizzare specifici esempi di prassi di accoglienza, sia buone (accoglienza diffusa, accoglienza in famiglia, ecc.) sia cattive (sprechi e mala gestione, accoglienza di bassa soglia, ecc.), mettendole in relazione a trasformazioni più complessive dell’accoglienza in Italia;

– discutere sperimentazioni locali di messa in atto del Piano operativo nazionale;

– riflettere sul modello di accoglienza in gioco in Italia alla luce delle recenti trasformazioni, con una particolare attenzione alle prospettive per la rete SPRAR;

– ragionare sulle possibili trasformazioni che potrebbe subire il ruolo e la figura dell’operatore sociale in questa fase di cambiamento;

– mettere in relazione fenomeni italiani con esperienze simili all’estero e riflettere sul senso e le prospettive  del Sistema comune europeo di asilo in rapporto al tema dell’accoglienza;

– riflettere sulle trasformazioni che hanno caratterizzato la rete SPRAR in seguito ai recenti allargamenti e alla coesistenza con sistemi di accoglienza emergenziali paralleli;

– riflettere sul significato dell’accoglienza a partire dalle esperienze soggettive dei richiedenti asilo accolti in Italia, attraverso l’utilizzo di esempi etnografici.

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Tavola Rotonda sull’Asilo a Brescia

Tavola Rotonda sull’Asilo e presentazione del primo “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2014” curato da ANCI, Caritas, Cittalia, Migrantes e SPRAR, in collaborazione con l’UNHCR

L’evento avrà luogo a Brescia il 12 febbraio 2015 in piazza Repubblica 1, al primo piano, in Salone Savoldi. Parteciperanno:

  • Mario Morcone (Capo Dip. Libertà Civili Immigrazione Ministero dell’Interno)
  • Daniela Di Capua (Direttrice Servizio Centrale SPRAR)
  • Riccardo Clerici (ACNUR)
  • Gianfranco Schiavone (Europasilo)
  • Gabriele Zanni(Presidente Associazione Comuni Bresciani)

Per l’occasione sarà allestita, nell’atrio, la mostra fotografica
“Nuovi vicini – trovare rifugio in Comunità Accoglienti” di Livio Senigalliesi.

In allegato il programma della giornata che sarà introdotta dai saluti del Sindaco di Brescia, l’Assessore alle Politiche per l’Inclusione, il Presidente della Provincia, il Questore e il Prefetto di Brescia.

Protezione Internazionale

Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2014

Immigrazione: accoglienza, presentazione del primo Rapporto congiunto Anci-Cittalia-Caritas Italiana–Fondazione Migrantes-Sprar in collaborazione con Unhcr

Lunedì 17 novembre 2014, dalle 10.30 –
c/o il Centro Congressi “Roma eventi – Piazza di Spagna”, via Alibert n. 5
Il ruolo dello Stato, degli enti locali e del Terzo settore nei processi di integrazione di richiedenti asilo e rifugiati e le modalità con cui si sta sviluppando l’accoglienza integrata in Italia sono al centro del Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2014, che è stata presentato a Roma lunedì  17 novembre presso il Centro Congressi “Roma eventi – Piazza di Spagna” (via Alibert 5).

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Altrove Qui

E’ iniziata il 4 novembre 2014 la rassegna “Altrove Qui”, per raccontare e discutere di migrazioni forzate. La proposta arriva dall’equipe della Diaconia valdese che gestisce nel pinerolese i progetti Sprar.

La rassegna prosegue martedì 11 con Il sangue verde di Andrea Segre e martedì 18 con La terra che connette, progetto e serie web di Andrea Fenoglio, al Blancio Ristopub di Luserna San Giovanni.

Le serate saranno propedeutiche ad un incontro che si terrà il 28 novembre nella Sala consigliare del Comune di Torre Pellice, in cui verrà presentato il progetto Sprar alla popolazione, incontro che vedrà la partecipazione del centro Frantz Fanon di Torino, della’Associazione Mosaico – Azioni per i rifugiati e dell’assessore regionale Monica Cerutti.

Maggiori dettagli sul sito di “Riforma”, organo di informazione delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi

A un anno da Lampedusa

A un anno dalla tragedia di Lampedusa dove trovarono la morte 365 profughi eritrei, RomaXVIconl’Africa, l’associazione che riunisce scuole, associazioni laiche e religiose del XII Municipio, propone due giornate di riflessione nelle scuole del Municipio sul tema dell’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

In particolare,  giovedì 30 ottobre 2014, ore 10.45, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Federico Caffè, via Fonteiana 111, si terrà l’incontro
“Testimonianze dallo SPRAR. Come accogliere i rifugiati e i richiedenti asilo”. Intervengono: Donatella Terni, formatrice ed esperta di politiche sociali, immigrazione e diritto d’asilo per il Servizio Centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) e Hassan Bozkus, rifugiato curdo-croato del progetto SPRAR di Roccasecca. Verranno proiettati i video Fusa, la distanza della salvezza regia di M.Rolla e La piazza è chiusa. Se non siamo tutti liberi non lo è nessuno, regia di E. Winspeare.

Il programma completo sul sito del Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma Capitale.

Consorzio Agorà

Logo Consorzio Agorà - GenovaIl Consorzio Agorà Società Cooperativa Sociale Onlus opera sul territorio genovese e ligure da diverso tempo nell’ambito dei servizi alla persona.
Dal 2000 il Consorzio Agorà si occupa di cittadini migranti e dal 2008 in poi, in misura sempre maggiore, ha maturato un particolare impegno in progetti di accoglienza per immigrati sia nell’ambito del sistema nazionale SPRAR che in quello attuale dell’Emergenza Umanitaria attuato dalle Prefetture.

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Giacomo Zandonini

Giacomo Zandonini è laureato in lingue e letterature moderne nel 2011 e in Scienze Politiche nel 2004. Dal 2004 è giornalista indipendente e operatore sociale nell’ambito dell’educazione interculturale e delle migrazioni.

Lavora con rom e sinti, con giovani arabi e ebrei in Palestina e Israele e dal 2008 collabora con Centro Astalli a Trento realizzando progetti culturali e di media education. Realizza il docu-fiction “Solandata” e in seguito diversi reportage sui migranti nel mondo, in particolare in India, Sri Lanka e nel campo profughi di Choucha. Continua a leggere