Appunti dal primo Seminario Escapes A.a. 2016/17


Di Chiara Tasinazzo (vai alla licenza)

Si è tenuto il 23 settembre il primo Seminario di Escapes- Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate- per l’anno accademico 2016/17 intitolato “Al di là della crisi. Accoglienza e integrazione dei rifugiati nella regione mediterranea”. Continua a leggere

Seminario Escapes – Al di là della crisi

Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche

Seminario Escapes – Al di là della crisi
Accoglienza e integrazione dei rifugiati nella regione mediterranea

Venerdì 23 settembre 2016, dalle ore 15.00 alle 17.00
Sala lauree, via Conservatorio 7, Milano

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Escapes 2016 call for presentations – panel 3

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

3) La nuova geografia politica del controllo delle migrazioni e della frontiera europea

Proponenti: Giuseppe Campesi (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari), Patricia Chiantera (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari) Continua a leggere

La Libia al crocevia migratorio

LA LIBIA AL CROCEVIA MIGRATORIO TRA AFRICA E MEDITERRANEO

Pavia, 3-4 marzo 2016

Escapes partecipa al convegno internazionale che si terrà all’Università degli studi di Pavia (Aula Foscolo) giovedì 3 e venerdì 4 marzo 2016.

Il convegno è organizzato da Université Franco-italienne, ASAI, Escapes, Institut Français, Université Aix et Marseille (IDEMEC), École française de Rome, Università del Salento, Università degli studi di Pavia (Dipartmento di scienze politiche e sociali), Centro studi Cesare Bonacossa.

Durante i lavori si terrà anche la presentazione del progetto Dopo l’approdo. Continua a leggere

Panel 4 – Mobilità delle persone e accesso all’Europa

Proponente: Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Laboratorio Escapes

Nell’ambito del panel si vogliono discutere, con un taglio giuridico, questioni connesse con la mobilità delle persone, ed in particolare relative all’attraversamento del Mar mediterraneo, agli spostamenti intra-europei, all’effettivo accesso alla protezione, alla privazione della libertà (legalizzata o meno). I campi di accoglienza/detenzione da istituire nei Paesi africani, quelli già operanti in Europa, Frontex, il regolamento Dublino sono tutti strumenti della stessa politica volta a regolamentare/contenere la mobilità dei migranti, anche a discapito dei diritti fondamentali. I processi di Khartoum, Rabat e Budapest, nonché l’Agenda europea sull’immigrazione (che dovrebbe essere resa pubblica a maggio) pongono fortemente l’accento sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti, Paesi che tuttavia non possono definirsi “sicuri” in quanto non offrono garanzie sotto il profilo del rispetto dei diritti umani e del diritto d’asilo. A tal riguardo la Corte europea dei diritti umani ha avuto modo di precisare, nel pronunciarsi sul ricorso Hirsi e altri c. Italia, che non è sufficiente la ratifica dei trattati internazionali sui diritti umani perché uno Stato possa definirsi sicuro: lo Stato Contraente della CEDU ha l’obbligo di verificare quale sia la situazione effettiva nel Paese di destinazione prima di respingere/espellere una persona. Tale principio è stato confermato anche con riguardo al trasferimento del richiedente asilo da uno Stato membro ad un altro in ottemperanza al riparto di competenze contenuto nel regolamento Dublino. Con il processo di Khartoum a venire in rilievo è tuttavia un’altra ipotesi, che desta peraltro grande preoccupazione: quella dell’esternalizzazione (in Paesi non europei, nella gran parte dei casi caratterizzati da regimi dittatoriali – come l’Eritrea, dall’assenza di un apparato statale che abbia il controllo effettivo sul territorio – come Libia e Somalia, da instabilità politica e conflitti interni) non solo dei controlli delle frontiere,  finanche dell’accoglienza dei richiedenti asilo e delle stesse procedure di esame della domanda. È chiaro che si tratta del tentativo degli Stati membri dell’UE di venir meno agli obblighi cui sono vincolati da molteplici fonti internazionali sui diritti umani, tentativo che contrasta peraltro con la giurisprudenza, sopra richiamata, della Corte di Strasburgo.

Dal momento della partenza, al momento in cui viene accolta la domanda di protezione internazionale, passando per il “viaggio” (che consente di accedere al territorio europeo), per i limiti alla mobilità intra-europea posti dal regolamento Dublino e alla libertà personale posti dallo strumento della detenzione (che, oltre ad essere una realtà di molti Stati europei, è peraltro un’ipotesi ammessa dalla nuova direttiva accoglienza – 2013/33/UE), vengono pertanto in rilievo numerose questioni connesse con la protezione dei diritti dei migranti.

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Paolo Cuttitta

Paolo Cuttitta è ricercatore presso l’Université Paris 13, dove fruisce di una borsa individuale Marie Skłodowska-Curie per il biennio 2019-2021. In precedenza ha lavorato all’Università di Palermo e alla Vrije Universiteit Amsterdam, ed è stato ricercatore ospite presso diverse istituzioni a Berlino, Amburgo, Flensburg, Tunisi e Il Cairo. Continua a leggere