Escapes 2016 call for presentations – panel 6

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

6) Quale futuro per Schengen?

Proponenti: Giuseppe Campesi (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari), Giuseppe Morgese (Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari) Continua a leggere

Escapes 2016 call for presentations – panel 5

Terza conferenza annuale di ESCAPES

Europa e migrazioni forzate
Quale futuro per le politiche europee?
Quali forme e pratiche di resistenza?

Bari, 23-24 giugno 2016

È aperta la call for presentations per intervenire in uno dei panels che si terranno in occasione della terza Conferenza annuale di Escapes.

5) Il sistema europeo comune di asilo alla prova dei diritti umani

Proponente: Adele Del Guercio (Ricercatrice di Diritto internazionale, Università degli Studi di Napoli L’Orientale) Continua a leggere

Dublin III, two years on. Asylum seekers and refugees in the EU and beyond

The EIUC is an interdisciplinary centre of excellence formed by 41 universities from all European Union Member States focused on the promotion of democracy and the implementation of human rights worldwide. EIUC concentrates its activities in three areas: education, research and training, and providing high level action-oriented and interdisciplinary education for students worldwide. EIUC’s main educational programmes are the European Master’s Degree in Human Rights and Democratisation (E.MA) and a new Master in Democratic Governance – Democracy and Human Rights in the MENA Region (DE.MA). Each programme has its own specificities and addresses major challenges in the human rights and democratisation debate.

Furthermore, EIUC has become a recognised international centre for advanced training dedicated to senior officials of international organisations and other human rights professionals. On this occasion, we have launched a new training seminar on asylum named “Dublin III, two years on. Asylum seekers and refugees in the EU and beyond“. The aim of the training is to provide participants with tools for better understanding and use of the Dublin III regulation and of the other relevant international and European legal instruments governing this highly sensitive policy area.

The training seminars will take place from 19 to 21 June 2015 at the EIUC seat on Venice-Lido.

Early bird deadline: 25 April 2015
Deadline for enrolment: 21 May 2015

Its international faculty includes prestigious lectures in human rights, such as Paolo De Stefani, researcher and aggregate professor on international law at the School of Economics and of Political Science, University of Padua; Kristina Touzenis, Programme Manager at IOM; and Lorenzo Trucco, President and co-founder of A.S.G.I. (the Association for Legal Studies on Immigration).

Course webpage: http://eiuc.org/training-seminars/asylum-seekers-and-refugees.html

If you have any questions, please don’t hesitate to contact us (training.asylum@eiuc.org)


Note: The material contained in this communication comes from the
Forced Migration Discussion List which is moderated by Forced Migration
Online, Refugee Studies Centre (RSC), Oxford Department of International
Development, University of Oxford. It does not necessarily reflect the
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Panel 4 – Mobilità delle persone e accesso all’Europa

Proponente: Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Laboratorio Escapes

Nell’ambito del panel si vogliono discutere, con un taglio giuridico, questioni connesse con la mobilità delle persone, ed in particolare relative all’attraversamento del Mar mediterraneo, agli spostamenti intra-europei, all’effettivo accesso alla protezione, alla privazione della libertà (legalizzata o meno). I campi di accoglienza/detenzione da istituire nei Paesi africani, quelli già operanti in Europa, Frontex, il regolamento Dublino sono tutti strumenti della stessa politica volta a regolamentare/contenere la mobilità dei migranti, anche a discapito dei diritti fondamentali. I processi di Khartoum, Rabat e Budapest, nonché l’Agenda europea sull’immigrazione (che dovrebbe essere resa pubblica a maggio) pongono fortemente l’accento sulla cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti, Paesi che tuttavia non possono definirsi “sicuri” in quanto non offrono garanzie sotto il profilo del rispetto dei diritti umani e del diritto d’asilo. A tal riguardo la Corte europea dei diritti umani ha avuto modo di precisare, nel pronunciarsi sul ricorso Hirsi e altri c. Italia, che non è sufficiente la ratifica dei trattati internazionali sui diritti umani perché uno Stato possa definirsi sicuro: lo Stato Contraente della CEDU ha l’obbligo di verificare quale sia la situazione effettiva nel Paese di destinazione prima di respingere/espellere una persona. Tale principio è stato confermato anche con riguardo al trasferimento del richiedente asilo da uno Stato membro ad un altro in ottemperanza al riparto di competenze contenuto nel regolamento Dublino. Con il processo di Khartoum a venire in rilievo è tuttavia un’altra ipotesi, che desta peraltro grande preoccupazione: quella dell’esternalizzazione (in Paesi non europei, nella gran parte dei casi caratterizzati da regimi dittatoriali – come l’Eritrea, dall’assenza di un apparato statale che abbia il controllo effettivo sul territorio – come Libia e Somalia, da instabilità politica e conflitti interni) non solo dei controlli delle frontiere,  finanche dell’accoglienza dei richiedenti asilo e delle stesse procedure di esame della domanda. È chiaro che si tratta del tentativo degli Stati membri dell’UE di venir meno agli obblighi cui sono vincolati da molteplici fonti internazionali sui diritti umani, tentativo che contrasta peraltro con la giurisprudenza, sopra richiamata, della Corte di Strasburgo.

Dal momento della partenza, al momento in cui viene accolta la domanda di protezione internazionale, passando per il “viaggio” (che consente di accedere al territorio europeo), per i limiti alla mobilità intra-europea posti dal regolamento Dublino e alla libertà personale posti dallo strumento della detenzione (che, oltre ad essere una realtà di molti Stati europei, è peraltro un’ipotesi ammessa dalla nuova direttiva accoglienza – 2013/33/UE), vengono pertanto in rilievo numerose questioni connesse con la protezione dei diritti dei migranti.

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Meeting commissione LIBE del Parlamento europeo

Convocato per il 05 marzo 2015 a Bruxelles, nel progetto di ordine del giorno compaiono anche:

6.        Study “Humanitarian visas: Option or Obligation?”

Presentation of the study by Ms Ulla Iben Jensen, LLM., Independent Legal Researcher/Consultant

8.        European Union Agency for Fundamental Rights (FRA)

Presentation of the annual work programme for 2015 and follow-up to the evaluation conducted in 2013, by the Director, Morten Kjaerum and the Chair of the Management Board, Maija Kaarina Sakslin

Presentation of the conclusion of his term of office by Morten Kjaerum

9.        Criteria and mechanisms for determining the Member State responsible for the application for international protection lodged in one of the Member States by a third-country national or a stateless person (recast version)

Rapporteur: Cecilia Wikström (ALDE)

Presentation of the ECHR case Tarakhel v. Switzerland (application no. 29217/12) by the EP Legal Service

Le riunioni delle commissioni sono trasmesse su EP TV

“Gli asini” n. 25, gennaio-febbraio 2015

copertinaGli Asini n. 25 gennaio/febbraio 2015
La corruzione e le stragi

Strumenti
Donne: mal di potere di Maria Nadotti
Charlie e gli altri. Lettera dalla banlieue di Damien Boussard, Valérie Louys, Isabelle Richer e Catherine Robert
Giovani: trovare lavoro non basta più di Andrea Toma
Scuola: affondare e ricominciare di Gianluca D’Errico
Università: basta con le elemosine di Gruppo Studio Vagante

Accogliere o respingere Continua a leggere

Oltre lo sgombero. Note intorno ad un’occupazione da parte di migranti a Berlino

di Elena Fontanari e Giulia Borri

Da ormai undici giorni è in atto il tentativo di sgombero di una ex scuola nel quartiere di Kreuzberg (Berlino), occupata da un gruppo eterogeneo di rifugiati e migranti. L’ampio rilievo che è stato dato a questo evento sui media tedeschi, rispecchia la rilevanza politica della questione che si cela dietro allo  sgombero.
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‘L’Europa non piegherà quest’uomo’. La storia di Fekhri di Damasco

La ribellione e la voglia di riscatto

La ribellione e la voglia di riscatto

Avevo lavorato 10 anni e racimolato un bel gruzzoletto. Stavo per compiere 25 anni, età da matrimonio. Avevo già scelto una casa grande, dove potessimo stare finalmente tutti insieme, ricambiando l’amore e le cure alla nonna e la zia che mi avevano cresciuto fino ad allora. Avevo due mesi quando sono stato strappato all’amore materno. Non ho potuto bere il latte di mia madre. Ho bevuto il latte della zia e delle altre donne di casa che mi hanno cresciuto come un figlio. Mio nonno, uomo rispettato in tutto il quartiere, è capostipite di una tribù illustre. Io porto il suo nome, e da lui sono stato cresciuto. Per questo non ho mai potuto permettermi di sbagliare. Continua a leggere

Condizioni d’accoglienza di Italia: un rapporto dell’ong OSAR

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osarUna delegazione dello Swiss Refugee Council ha visitato Roma e Milano tra il 27 maggio e il 7 giugno 2013, dove hanno intervistato ong, agenzie governative e rifugiati per chiarire l’attuale situazione dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione, in particolare dei ritorni Dublino. Il rapporto, pubblicato in tedesco nel mese di ottobre, è ora accessibile in francese e in inglese. Continua a leggere