L’indistinguibile biglietto da visita

Cronologia di un viaggio di ritorno a Berlino tra i confini dell’Europa

Di Elena Fontanari (vai alla licenza)

Sono le 10:30 del mattino, ancora un po’ assonnati scendiamo dal treno. Siamo a Verona e dobbiamo prendere la coincidenza per Monaco di Baviera, in Germania. Io e il mio ragazzo abbiamo lasciato Milano questa mattina presto, si torna a casa, si torna a Berlino.

La stazione di Verona appare molto attiva in questa prima giornata autunnale. Guardo sul tabellone degli orari dei treni per vedere in che binario si trova il nostro treno: binario 1. Arriviamo sul binario e il treno è già lì, pronto ad aspettarci; treno tedesco, della Deutsche Bahn. Le porte sono tutte chiuse, e le persone aspettano fuori sul binario. Mi accorgo che ci sono diversi ragazzi africani, molti di loro sono eritrei, mi spiegheranno dopo. Alcuni di loro sono in piccoli gruppetti, altri sono da soli, tutti hanno una valigia o uno zaino e il biglietto in mano. Continua a leggere

An (Italian) undocumented migrant in New York

We are used to thinking of ‘illegal’ migrants as others from us, so if you are Italian and live in Italy the ‘clandestino’ is always imagined as a dark skinned, male and young person who travelled to Italy by a perilous journey on a rickety boat. More left-leaning Italians add to this image also the fact that the person may have been exploited, smuggled and vulnerable. No doubt, this is true for some, but there are many more routes into the country, more routes into ‘illegality’ and certainly different degrees of poverty, vulnerability and exploitation among undocumented migrants (see Sans Papiers). Continua a leggere

‘L’Europa non piegherà quest’uomo’. La storia di Fekhri di Damasco

La ribellione e la voglia di riscatto

La ribellione e la voglia di riscatto

Avevo lavorato 10 anni e racimolato un bel gruzzoletto. Stavo per compiere 25 anni, età da matrimonio. Avevo già scelto una casa grande, dove potessimo stare finalmente tutti insieme, ricambiando l’amore e le cure alla nonna e la zia che mi avevano cresciuto fino ad allora. Avevo due mesi quando sono stato strappato all’amore materno. Non ho potuto bere il latte di mia madre. Ho bevuto il latte della zia e delle altre donne di casa che mi hanno cresciuto come un figlio. Mio nonno, uomo rispettato in tutto il quartiere, è capostipite di una tribù illustre. Io porto il suo nome, e da lui sono stato cresciuto. Per questo non ho mai potuto permettermi di sbagliare. Continua a leggere