#escapes2018 – abstract tema IV

Foto di Giulio Piscitelli 2017

V Conferenza Escapes – #escapes2018

RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo

Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Tema IV – Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane

Coordinamento: Luca Ciabarri (Università degli Studi di Milano) e Antonio M. Morone (Università degli Studi di Pavia)

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#escapes2018 programma tema IV

Foto di Giulio Piscitelli 2017

V Conferenza Escapes – #escapes2018

RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo

Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Tema IV – Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane

Coordinamento: Luca Ciabarri (Università degli Studi di Milano) e Antonio M. Morone (Università degli Studi di Pavia)

Presentazione

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#escapes2018 – Cfp sezione 4

logo escapesV Conferenza Escapes – #escapes2018
RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo
Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Call for papers sezione tematica 4

Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane

Coordinamento: Antonio Morone
antonio.morone@unipv.it, migrazioni forzate@unimi.it

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La Libia al crocevia migratorio

LA LIBIA AL CROCEVIA MIGRATORIO TRA AFRICA E MEDITERRANEO

Pavia, 3-4 marzo 2016

Escapes partecipa al convegno internazionale che si terrà all’Università degli studi di Pavia (Aula Foscolo) giovedì 3 e venerdì 4 marzo 2016.

Il convegno è organizzato da Université Franco-italienne, ASAI, Escapes, Institut Français, Université Aix et Marseille (IDEMEC), École française de Rome, Università del Salento, Università degli studi di Pavia (Dipartmento di scienze politiche e sociali), Centro studi Cesare Bonacossa.

Durante i lavori si terrà anche la presentazione del progetto Dopo l’approdo. Continua a leggere

Francesca Declich

Francesca Declich è esperta di Corno d’Africa, Tanzania e Mozambico lavora come Professore Associato in etnologia e antropologia socio-culturale presso l’Università di Urbino.

Ha insegnato il corso di Genti Africane presso il dipartimento di Antropologia della Northwestern University e tra il 2011 e 2012 è stata Fulbright Senior Scholar presso la Stanford University. Lavora sui temi delle migrazioni forzate da quando lo scoppio della guerra civile del 1990 in Somalia ha portato alla diaspora un’ampia parte della popolazione somala. Ha seguito le popolazioni somale bantu durante il percorso di migrazione forzata tra Somalia, Kenya, Tanzania e Stati Uniti. Continua a leggere

Call for papers “Transiti, barriere, libertà”

Scarica qui il pdf della call

Dopo la chiusura, sul piano burocratico, della cosiddetta Emergenza Nord-Africa, il silenzio entro cui era stato avvolto nella discussione pubblica e nel mondo dei media il tema dell’arrivo via mare di migranti e richiedenti asilo è stato fortemente scosso dalle tragedie occorse negli ultimi mesi e, più precisamente, da una nuova serie di arrivi che rimandano da una parte al perdurare di zone di guerra e crisi nell’area mediterranea (Siria, Egitto, Libia) e dall’altra al riformularsi delle rotte e delle strategie delle traversate via mare.

Di nuovo, la narrazione dell’emergenza – relativa al numero di arrivi, alla congestione delle strutture di immediata accoglienza e in prospettiva di quelle di seconda accoglienza sparse sul territorio italiano – e della tragedia – il dramma delle traversate via mare e della guerra in generici contesti di origine, uniche formule capaci di aprire spazi di riconoscimento – ha prevalso rispetto ad una trattazione più puntuale e più corrispondente alla complessità degli eventi.

Eppure, quanto accaduto ricade entro modelli ricorrenti che caratterizzano da venti anni la migrazione di richiedenti asilo verso l’Italia, in particolare con riferimento al presentarsi nell’area mediterranea di situazioni di crisi, instabilità, o semplicemente diseguaglianza (l’area balcanica prima, quella nordafricana ora), da cui si originano i flussi di persone o in cui si determina l’incapacità di storici bacini di rifugio e di raccolta di migranti di trattenere al proprio interno questi movimenti di popolazione (Libia, Egitto, ma anche aree più lontane, nel Medio Oriente, in Sudan o nel Corno d’Africa per esempio).

Di fronte a queste rappresentazioni e produzioni di sapere frammentate, che si legano più ai dati dell’emergenza che alle continuità e complessità dei fenomeni, si pone l’esigenza di riflettere in una logica capace di evidenziare connessioni e legami tra le varie aree toccate dalla migrazione, per restituire un senso di unità ai fenomeni migratori e alle esperienze stesse dei migranti, e mettere in luce i nessi tra guerre, responsabilità dell’azione politica, movimenti di popolazione, assistenza umanitaria.

A fronte di un’attenzione che sempre più si direziona verso le aree di crisi, pur in termini semplificatori (corridoi umanitari, interventi di sviluppo nelle aree di origine, esternalizzazione del confine e dei controlli, paesi visti come “produttori naturali” di migrazioni), ricercare una prospettiva unitaria, che includa i luoghi di partenza e i percorsi migratori, trova molteplici giustificazioni.

Anzitutto perché le categorie che si ritiene possano classificare le diverse aree e le diverse “fasi” legate alla migrazione (le aree di origine, le aree di transito, le aree di destinazione) sono in realtà fra loro sovrapposte e tendono a riprodursi in ogni ambito (l’Italia per esempio, luogo di emigrazione, di transito, di arrivo). In secondo luogo, perché le stesse forme di organizzazione delle migrazioni ed il loro controllo tendono a replicarsi nei punti diversi dei corridoi migratori. Infine perché, molto semplicemente, gli stessi corridoi migratori sono in sé fenomeni di integrazione di spazi che quindi richiedono, per essere compresi, un’integrazione di specializzazioni areali e disciplinari.

Una trattazione unitaria può gettare una diversa luce sui contesti di approdo in Italia, in cui dopo la loro esposizione mediatica, i richiedenti asilo nella loro soggettività storica, politica e biografica tendono a scomparire in numeri e attese burocratiche e a vedersi sottratte, tra stereotipi negativi, forme di assistenza/controllo/detenzione e processi di marginalizzazione, le proprie potenzialità e aspettative come soggetti. Rimane altresì cruciale continuare a riflettere sulle relazioni tra rovesciamenti di regime e transizioni politiche nell’area del Nord Africa, le richieste di democrazia qui espresse e la mobilità di persone: mobilità che è stata negata all’interno di regimi repressivi e mobilità che si origina dalle crisi stesse. Infine, un’attenzione diretta sulle aree di crisi e di primo rifugio può mostrare l’estrema complessità delle ragioni, direzioni e forme della fuga delle persone dai loro luoghi di vita e la molteplicità dei fattori che determinano specifici movimenti di popolazione e il loro riconoscimento internazionale.

I multiformi percorsi di ricerca di sicurezza e rifugio si articolano tanto in innumerevoli transiti e attraversamenti, passaggi di frontiera e mobilità, quanto nelle forme del contenimento, controllo, detenzione, respingimento. A partire da questi due assi tematici (a. Strade, corridoi, passaggi; b. Campi e barriere) in questa conferenza si propone di riflettere sulle categorie di migrazione forzata e transito; sulle forme di riconoscimento e rappresentazione dei richiedenti asilo; sulle pratiche e  aspettative dei migranti; sulle dinamiche dell’assistenza e sulle politiche di controllo dei movimenti dei richiedenti asilo. Chiediamo di concentrarsi, evidenziandone le specificità, le connessioni e sovrapposizioni, su questi ambiti:

1) Conflitti e aree di primo rifugio (con particolare riferimento a Siria e Corno d’Africa);

2) Mediterraneo extra Schengen;

3) Mediterraneo area Schengen;

4)Transiti europei.

Contributi che presentino sia casi di studio sia riflessioni teoriche, dal punto di vista delle scienze umane, sociali e storiche sono benvenuti. La conferenza si propone come luogo di confronto tra ricercatori e operatori dell’assistenza che abbiano recentemente lavorato in Italia su questi temi.

Organizzazione:

Si prega di inviare all’indirizzo migrazioniforzate@unimi.it un abstract di max 500 parole contenente nome, titolo, istituzione di appartenenza, curriculum breve, indirizzo e-mail entro e non oltre il 20 gennaio 2014. La lingua di lavoro sarà l’italiano.

Abbiamo limitati fondi per coprire le spese di viaggio e alloggio. Si prega quanti ne avessero bisogno (non essendo legati a istituzioni o progetti con fondi per missioni e conferenze) di segnalare tale richiesta insieme all’invio dell’abstract.

La conferenza è organizzata da “Escapes. Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate”, in collaborazione con Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche e Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali – e Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” con il Seminario Mediorienti. Prospettive sul Medio Oriente in cambiamento..

Dettagli finali relativi all’organizzazione verranno forniti nel mese di gennaio attraverso il sito www.escapes.unimi.it

Comitato Organizzatore:

Luca Ciabarri, Domenico Copertino, Emanuela Dal Zotto, Elena Fontanari, Chiara Marchetti, Barbara Pinelli

 

Emanuela Dal Zotto

Emanuela Dal Zotto è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia.

Nel 2015 ha conseguito il dottorato in sociologia presso la Graduate School in Social and Political Studies dell’Università Statale di Milano con una ricerca sull’emergenza come frame cognitivo e organizzativo nella risposta alle migrazioni forzate che ha preso in esame, come caso di studio, l’“Emergenza Nord Africa” del 2011. Continua a leggere

Antonio M. Morone

Ricercatore a tempo determinato in Storia e istituzioni dell’Africa, insegnamento che ha precedentemente impartito alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Verona. È stato visiting scholar presso il Department of History dell’American University in Cairo e il Program of African History della Northwestern University, Chicago. Alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia insegna Storia e politica coloniale e post-coloniale.

indirizzo e-mail:  antmorone@hotmail.com

https://unipv.academia.edu/AMorone