Note per uno studio sociologico dell’apolidia

Lunedì 15 dicembre dalle ore 14.30 alle ore 16.30 (presso l’aula 22, Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali, via Conservatorio 7, Milano) Escapes propone il seminario Note per uno studio sociologico dell’apolidia. Status giuridico ed esperienze di vita di famiglie rom apolidi. Lo studio di Nando Sigona, Lecturer, Institute for Research into Superdiversity, University of Birmingham e Visiting Fellow, Robert Schuman Centre for Advanced Studies, European University Institute, sarà discusso da Michele Manocchi, Visiting Scholar at the Centre for Research on Migration and Ethnic Relations, University of Western Ontario, London, Ontario-Canada.

La mattina dello stesso giorno, dalle ore 11.00 gli aderenti sono convocati per l’assemblea di Escapes (presso l’aula seminari – lato via Conservatorio, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Milano).

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Nando Sigona invita a riflettere sull’apolidia sociologicamente, una riflessione che fino ad oggi sembra essere praticamente assente dal dibattito sociologico così in espansione su temi quali la cittadinanza e i diritti.

Sono milioni le persone apolidi in tutto il mondo che sfidano uno dei principi fondamentali dell’immaginazione teleologica stato-centrica – secondo la quale, affinché il sistema statale egemonico funzioni, è necessario che tutti siano cittadini di uno Stato – confermando invece come sia necessario giungere a una comprensione più sfumata delle forme contemporanee di appartenenza, con un’attenzione particolare all’interazione tra diversi regimi di diritti.

A questo proposito le esperienze di famiglie rom che hanno vissuto per anni in Italia in assenza di qualsiasi cittadinanza formale complicano la potente e penetrante caratterizzazione – fornita da Hannah Arendt – degli apolidi come di soggetti senza diritti. La mancanza di una qualsiasi cittadinanza non li rende nuda vita, rivela invece come la soggettività politica vada intesa come un processo incarnato e situato, in cui i soggetti negoziano individualmente e collettivamente la loro posizione nel mondo e nei confronti dello Stato.

Le interviste mostrano che nel corso del tempo le persone si muovono dentro e fuori dalla cosiddetta ‘legalità’. Sperimentano gli effetti di diverse norme e regolamenti in materia di immigrazione. La complessità del sistema di immigrazione genera un’ampia varietà di pratiche a livello locale, dove trova posto anche la possibilità che gli immigrati apolidi riescano a regolarizzare la loro posizione. Tuttavia, raramente il riconoscimento dell’apolidia rappresenta l’obiettivo finale e, come molti sanno bene, il riconoscimento di uno status non è di per sé destinato a procurare una sicurezza a lungo termine, se continuano a sussistere quei fattori strutturali che influiscono sulle possibilità di inclusione dei rom nel mercato del lavoro. Quegli stessi fattori che possono anche incidere sulla loro capacità di compiere con successo il percorso per il riconoscimento della cittadinanza.