#escapes2018 – Cfp sezione 4

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RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo
Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Call for papers sezione tematica 4

Tra Libia, Niger e Afriche subsahariane

Coordinamento: Antonio Morone
antonio.morone@unipv.it, migrazioni forzate@unimi.it


Nella continua dislocazione verso sud delle politiche europee di controllo dei confini e di contrasto, come dice il linguaggio ufficiale, alle migrazioni irregolari, lo spazio di azione e intervento degli apparati diplomatico-militari degli Stati europei ha ormai pienamente incluso non solo gli Stati africani della riva sud del Mediterraneo, ma anche gli Stati di tutta la cintura saheliana e, ancora più a sud come nel caso del Corno d’Africa, gli Stati visti come luoghi di origine delle migrazioni stesse.
L’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si è parimenti spostata verso queste aree, scontando tuttavia una lunga e consolidata scarsità di conoscenza e informazioni attorno a questi luoghi. Per quanto complesse, le dinamiche della guerra in Libia, dei ruoli intrecciati di attori locali e internazionali, e quelle relative a tutta l’area saheliana, risultano essere in queste trattazioni fortemente semplificate se non trasfigurate.
La contingenza delle politiche e dei metodi di intervento internazionale nelle aree di crisi, l’ambigua sovrapposizione tra ambito militare ed umanitario, gli interessi economici legati a importanti risorse naturali che in parte orientano questi stessi interventi, così come le forme di azione e di relazione della molteplicità di attori africani (le relazioni tra gli Stati dell’area e i loro rapporti con gli Stati europei, l’operare di gruppi che si pongono trasversalmente rispetto alle frontiere esistenti, le dinamiche militari, le forme di movimento di persone e merci, le dinamiche dei mercati del lavoro, e altro ancora) devono essere collocate, per essere rese intelleggibili, su storicità dense e di lungo termine, su sguardi esperti che, negli ambiti della storia, degli studi di politica internazionale, dell’antropologia, della geografia, possano rendere conto di questi complicati intrecci senza scivolare sui linguaggi incantatori degli interventi emergenziali e delle logiche di necessità, militari e umanitarie, o per altri versi, di quelle narrazioni che dipingono le migrazioni come fatti epocali, ineluttabili, quasi naturali, senza tuttavia collocare specifici dati economici, demografici, sociali entro determinati quadri storici e specifici sistemi di relazioni locali.

Questa sezione tematica intende sollecitare contributi che, attraverso specifici casi di studio su paesi, politiche o attori, riflettano sulle dinamiche in corso lungo la frontiera Libia-Niger e nelle diverse Afriche subsahariane collegate al corridoio libico, sulla base di un forte ancoraggio ad approfonditi studi di campo e con un’ampia prospettiva multidisciplinare.
Le politiche di contenimento impiegate nell’Africa sub-sahariana sono semplicemente le stesse impiegate da anni in Libia e nel Nord Africa oppure si sta ricorrendo a nuove politiche e nuovi strumenti?
Quali sono le conseguenze dell’espansione a sud dei sistemi di controllo delle frontiere, fino a che punto la riscrittura del discorso politico e degli strumenti giuridici generato dalle politiche di lotta all’emigrazione irregolare, si traduce in pratiche reali?
Entro quali diversi livelli è possibile leggere i conflitti in Libia e nella regione saheliana, e il loro legame coi flussi migratori?
Entro quali diversi livelli è possibile leggere l’intervento degli Stati europei in Libia e in Niger?
Quali effetti hanno i sistemi di distribuzione di risorse economiche condizionati all’appoggio alle politiche di contenimento alla migrazione sui regimi politici africani?
In che senso queste politiche ridefiniscono metodi e finalità dell’aiuto internazionale allo sviluppo ?
Si può parlare di una condizionalità migratoria alla cooperazione allo sviluppo?
In che modo i contesti socio-economici africani sono investiti da queste dinamiche, se ne appropriano e ne entrano in relazione?
Quali sono le risposte degli attori africani (individuali e istituzionali) e le loro strategie rispetto alle politiche esterne di contenimento?

La trattazione di queste e altre domande comporrà una sezione tematica del convegno Escapes organizzata in forma di panels e discussioni e facilitata da presentazioni di ospiti esterni.

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