#escapes2018 – Cfp sezione 3

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RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo
Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Call for papers sezione tematica 3

Mobilità, controllo, e confini interni

Coordinamento: Elena Fontanari, Carlo Caprioglio, Francesco Ferri, Lucia Gennari
elena.fontanari@unimi.it

Nell’ultimo biennio abbiamo osservato come le politiche di controllo e gestione della migrazione si siano orientate verso un’intensificazione dei controlli ai confini interni ed esterni dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha intrapreso un processo di riforma del sistema d’asilo europeo, sostenendo una linea che collega strettamente l’armonizzazione delle politiche d’asilo alla limitazione dei cosiddetti movimenti secondari. Il controllo della mobilità viene dunque posto al centro delle politiche europee e nazionali che vedono come necessario il rafforzamento dei confini.
Il rafforzamento dei confini esterni è stato sviluppato attraverso la proliferazione di accordi bilaterali sempre più informali, come l’accordo di riammissione EU-Turchia (2016) e l’accordo bilaterale Italia-Libia (2017).
Il rafforzamento dei confini interni, invece, avviene attraverso l’intensificazione dei controlli nei luoghi di transito come ad esempio Ventimiglia, il Brennero, e la zona fra Como e Chiasso. Inoltre, le pratiche burocratiche e delle autorità locali, sull’onda delle restrizioni prodotte dai Decreti Minniti restringono di fatto lo spazio dei diritti per coloro che richiedono asilo o sono beneficiari di protezione internazionale.

Questa sessione tematica vuole porre l’accento sugli effetti di lungo periodo di queste nuove politiche di rafforzamento dei confini interni e di controllo della mobilità. L’impatto sui percorsi biografici dei migranti e rifugiati, le conseguenze concrete nelle loro vite quotidiane, così come le pratiche messe in atto per far fronte a questi nuovi meccanismi di selezione, saranno alcuni dei temi sviluppati.

L’attenzione rivolta alle politiche selettive dei confini interni, specchio della nuova ragione di stato – nazionale ed europea –, ci porta a indagare anche quegli spazi di autonomia che si sviluppano in reazione a tali meccanismi di chiusura ed esclusione.
Gruppi auto-organizzati di migranti e rifugiati, così come di diversi attori della società civile in loro supporto e solidarietà, si sono attivati in questi anni in risposta alla svolta securitaria delle politiche nazionali ed europee.
Particolare attenzione verrà data a come il rinnovato clima di controllo statale sui movimenti migratori verso e dentro l’Europa, abbia progressivamente ridotto lo spazio di autonomia attraverso forme di criminalizzazione della solidarietà. In particolare, i luoghi di transito e confine sono diventati lo scenario in cui il rafforzamento dei controlli si scontra con le pratiche quotidiane dei migranti di attraversamento dei confini e le correlate pratiche di supporto al transito.

La sessione dedica, inoltre, uno specifico spazio all’approccio hotspot inteso come dispositivo di selezione e controllo della mobilità. Quale relazione esiste tra le forme vecchie e nuove attraverso le quali si dispiega il contenimento della mobilità migrante e i processi di classificazione, gerarchizzazione e selezione dei flussi migratori in entrata?
Le logiche che intersecano sicurezza, pratiche umanitarie, e meccanismi della logistica, tipiche degli hotspot, si stanno sviluppando in altri luoghi – questure, centri di accoglienza, centri di permanenza per i rimpatri, frontiere interne – e in altri tempi – successivi a quelli del primo ingresso.
Ci interessano contributi che lavorino sul tema delle nuove forme che gestiscono le migrazioni attraverso pratiche di confinamento, selezione, e produzione di mobilità forzata: dai nuovi spazi di detenzione, ai luoghi di confinamento umanitario presso le zone di transito (come ad esempio Ventimiglia, Como-Chiasso, e il Brennero), fino alle pratiche burocratiche che continuamente interessano la quotidianità dei migranti, legate alla regolarizzazione del soggiorno, alle procedure di riconoscimento della protezione e, più in generale, al rapporto con le strutture amministrative e di polizia.

In questa sessione si intendono sviluppare ragionamenti e discussioni legati alla tensione tra controllo della mobilità, così come alle pratiche quotidiane di superamento dei confini interni. Si propongono riflessioni teoriche basate su ricerche empiriche, e ragionamenti più legati all’esperienza diretta di coloro che lavorano e/o sono attivi quotidianamente in tale spazio conflittuale dell’asilo e della sua gestione.

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