#escapes2018 – Cfp sezione 1

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RAGION DI STATO, RAGIONI UMANITARIE
Genealogie e prospettive del sistema d’asilo
Milano, Università degli Studi, 28 e 29 Giugno 2018

Call for papers sezione tematica 1

Titolari di protezione internazionale, umanitaria e “diniegati”:
quali forme di inclusione e esclusione nel lungo periodo?

Coordinamento: Emanuela dal Zotto, Chiara Marchetti
emanuela.dalzotto@unipv.it, chiara.marchetti@unimi.it

Dal 2011, la scelta di identificare come richiedenti asilo la maggior parte dei migranti in arrivo sulle coste italiane, così come l’oltre un milione di richieste di asilo avanzate in Europa nel 2015 nell’ambito della cosiddetta “crisi dei rifugiati”, ha messo al centro del discorso pubblico, delle politiche UE e dei paesi membri la questione dell’accoglienza.

Benché si tratti di un tema estremamente rilevante, le ricerche sviluppatesi attorno all’accoglienza di coloro che chiedono la protezione internazionale rischiano tuttavia di limitarsi, in linea con le letture di stampo emergenziale che frequentemente vengono date del fenomeno delle migrazioni forzate, a un’analisi di breve periodo delle interazioni tra migranti e società riceventi, così come delle loro conseguenze.
Per contro, appaiono ancora esigui gli studi sui processi di medio e lungo periodo che coinvolgono quanti si stabiliscono più o meno permanentemente in Italia: a cinque anni dalla definitiva chiusura dell’Emergenza Nord Africa diviene possibile condurre indagini sui percorsi compiuti da coloro che sono passati attraverso l’iter per il riconoscimento della protezione così come è andato configurandosi dal 2011 ad oggi.

Alla luce del Piano nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale, varato dal Ministero dell’Interno nel settembre 2017, appare utile riflettere sui processi di insediamento di quanti rientrano in questa categoria, ma anche su quelli di cui sono invece protagonisti coloro a cui è stata concessa una protezione umanitaria o che hanno ricevuto un diniego (la maggioranza dei richiedenti) e sono comunque rimasti sul territorio italiano.

Questa sezione mette al centro i modi con cui il diritto d’asilo si sostanzia concretamente e i processi di inclusione e integrazione che prendono forma prestando particolare attenzione a quanto accade nelle realtà locali.
I processi di inclusione su cui qui ci si propone di riflettere non sono soltanto quelli risultanti dalla messa in atto di politiche dedicate, ma anche quelli che nascono dal basso, dalla partecipazione delle comunità locali e dei rifugiati stessi. In che modo, chi rimane si organizza e si relaziona con la comunità? Come si attivano, prendono voce e spazio, i titolari di protezione internazionale e umanitaria e coloro che sono giunti a una condizione di irregolarità passando per la richiesta di protezione quando i tempi dell’accoglienza istituzionalizzata si concludono?

In questa cornice, sono benvenuti contributi di carattere teorico ed empirico, relativi a iniziative di inclusione che vedono come promotori istituzioni e organizzazioni non governative espressione delle comunità nonché i migranti stessi, trasformando la realtà locale. Queste possono ad esempio riguardare situazioni qualificate come l’accesso a opportunità formative di livello universitario o l’avvio di attività imprenditoriali o modalità di narrazione pubblica (peer research, lezioni aperte, scrittori e artisti…) capaci di generare rappresentazioni che si pongano al di fuori dei discorsi dominanti sui fenomeni migratori. O ancora, contributi che esplorino il ruolo delle comunità etniche in questi processi e/o la costruzione di relazioni stabili con le comunità locali di stampo interculturale.

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