Escapes 2017 call for presentations – panel 9

Quarta conferenza annuale di ESCAPES

Ripensare le migrazioni forzate
Teorie, prassi, linguaggi e rappresentazioni

Parma, 8 – 9 giugno 2017


Visual border(e)scapes

Proponenti: Laboratorio di Sociologia Visuale, Università di Genova (Sebastiano Benasso, Enrico Fravega, Francesca Lagomarsino, Lorenzo Navone)

Le produzioni discorsive costruite attorno alla questione dei rifugiati trovano nelle possibilità della dimensione visuale una componente fondamentale, sia in ragione della sua spendibilità in termini di linguaggi trasversali (da quello giornalistico-virale a quelli di natura moralistico-ideologica), sia in quanto terreno simbolico di riaffermazione di uno sguardo colonialista oggettivante. Allo stesso tempo, i movimenti, i collettivi e i ricercatori che operano sul fronte della tutela dei diritti di mobilità, così come su quello della lettura critica delle istanze nazionaliste di controllo e regolamentazione dei flussi migratori, spesso individuano nel visuale il supporto ideale alla propria azione antagonista.
Si determina così un quadro in cui la rappresentazione pubblica di migranti, rifugiati e richiedenti asilo diviene un campo di tensione all’interno del quale si gioca la capacità di costruire una nuova egemonia sugli immaginari, anche iconici, dell’altro e del diverso.
Da una parte assistiamo al tentativo di ri-significare uno spazio sociale e geografico, ordinato e gerarchizzato secondo una “linea del colore”.
Dall’altra una molteplicità di voci, istanze e soggetti premono per l’apertura della cittadinanza a forme post-novecentesche, in contrasto con i movimenti di de-territorializzazione e ri-territorializzazione dei confini interni ed esterni della polis europea, che ne rendono sempre più frammentato e discontinuo lo spazio sociale e giuridico.
In mezzo si trova la dimensione visuale delle migrazioni: la produzione d’immagini non è mai un processo neutrale, l’immagine si configura sempre meno come semplice medium e sempre più come strumento e obiettivo, mezzo e scopo o, in altre parole, come “campo di battaglia”.

In questo senso, i materiali audiovisuali e fotografici che documentano il fenomeno dei movimenti migratori nell’Europa contemporanea costituiscono un archivio da indagare “genealogicamente”, un repertorio di memorie, pratiche, narrazioni e volti, nel quali si rivelano le tracce di una contro-memoria ancora da recuperare.

Questo panel vuole essere un’occasione per connettere e mettere a confronto le produzioni visuali generate in relazione all’intensificazione dei flussi di persone richiedenti asilo, mantenendo un “doppio sguardo”: da una parte, siamo interessati all’analisi delle rappresentazioni mediatiche dei migranti (e dei significati ideologici sottostanti); dall’altra, vogliamo indagare i processi e le esperienze di ri-soggettivazione e ri-appropriazione del potere di parola da parte degli stessi migranti mediate dall’utilizzo di supporti audio-visivi.

Il panel prevede la selezione di un massimo di 4 interventi selezionati in base agli abstract proposti (max. 500 parole e un breve estratto video e/o fotografico dei materiali presentati). Le presentazioni avranno una durata massima di 20 minuti e gli eventuali contenuti audio-visuali non dovranno superare i 10 minuti.

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