Escapes 2017 call for presentations – panel 18

Quarta conferenza annuale di ESCAPES

Ripensare le migrazioni forzate
Teorie, prassi, linguaggi e rappresentazioni

Parma, 8 – 9 giugno 2017


The asylum reception system that excludes: Informal settlements among Europe

Proponenti: Prof. Ulrich Stege (International University College), Maurizio Veglio (Lawyer ASGI), Carla Lucia Landri (Lawyer & Research fellow International University College)

Versione italiana

In the last few years the European reception system for asylum seekers has not manage to keep up with the increase in international protection request submitted, especially within countries in the Mediterranean area. The increase in the number of migrants arriving in Europe has been used as an excused for governments to justify everything.
In this scenario, characterized by a huge absence of systematic policies for asylum seekers and refugees, many informal settlements have been established. These settlements include occupied buildings, shacks and tent camps, in open-air sites, cities and countryside, across the whole Europe. In most of these sites there is no water or electricity, even when there are women or children; access to medical treatment is limited or non-existent. In addition to extremely difficult living conditions, the settlements’ population is forced to live in constant state of uncertainty due to the instability of their accommodation and consequently evictions.
The very modality of evictions, and the lack of alternative housing solutions, shows lack of awareness, at the institutional level, of the degree of vulnerability experienced by this population and the reasons that determine its social marginalization. Furthermore in other cases, these settlements are “tolerated” in the absence of alternative housing solutions.

The target population living among these places is mainly asylum seekers but also holders of international and other forms protection that are not included in the institutional reception system. Thus within the inhabitants of these informal settlements we can identify two main categories.
In the first group there are asylum seekers waiting to get access to the reception system and migrants who arrived in these countries and scape from the governmental first reception centres to avoid identification procedures as they are transiting towards other European countries.
In the second group there are holders of international and other forms of protection whose presence in the informal settlements is the clearest signal of the failure of their social inclusion of our country. Some of the most critical informal settlements are actually based in Italy, (both in the North and in the South of the Country: the Torino’s Tossick Park and the Tendopoli of Rosarno represent just example of the phenomenon), France (Calais) and Greece (Samos).
In these countries the lack of reception places is one of the main reasons of marginalization of asylum seekers who end up in these settlements. Moreover many of them inhabit in different settlements among different countries during their journey through the so-called “Balcan route”.

Against this backdrop, this panel seeks to bring attention on informal settlements as the most evident manifestation of the social unstable conditions in which most asylum seekers and refugees are forced to live in Europe: deprived life conditions, no healthcare assistance, poor access to the asylum procedure and at high risk of exploitation.

The panel seeks presentations concerning informal settlements established in Europe, from any disciplinary perspective, presenting case studies, witnesses, ecc., which can serve to stimulate engaging debate, aiming at presenting studies on informal settlements among Europe which critically reassess the European asylum system through inter-disciplinary dialogue.

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Il sistema di accoglienza che esclude: Insediamenti informali in Europa

Proponenti: Prof. Ulrich Stege (International University College), Maurizio Veglio (Lawyer ASGI), Carla Lucia Landri (Lawyer & Research fellow International University College)

Nel corso degli ultimi anni il sistema europeo di accoglienza per richiedenti asilo non è riuscito a far fronte all’incremento delle richieste di protezione internazionale in particolar modo nell’area del mediterraneo. L’aumento del numero di migranti in arrivo in Europa sembra oggi giustificare ogni cosa. In questo contesto, caratterizzato da gravi carenze strutturali nel sistema di accoglienza, sono nati molti insediamenti informali.

In Europa molti di questi si trovano presso edifici occupati, baraccopoli, tendopoli, oppure siti all’aperto, in città come in campagna. Nella maggior parte dei casi non c’è acqua né luce, e persino dove sono presenti donne e bambini, l’accesso alle cure mediche è limitato o manca del tutto. Oltre alle condizioni di vita di estremo disagio, queste comunità sono costrette a vivere in un costante stato di incertezza dovuta alla precarietà della sistemazione abitativa. Le stesse modalità di sgombero, in aggiunta alla mancanza di soluzioni abitative alternative, evidenziano un’insufficiente consapevolezza a livello istituzionale del grado di vulnerabilità di queste popolazioni e delle ragioni che ne determinano la marginalizzazione. In altri casi, nell’assenza di qualsiasi tipo di intervento istituzionale, questi insediamenti sono “tollerati” dalle autorità.

Gli insediamenti informali sono abitati in prevalenza da stranieri richiedenti asilo, ma anche da titolari di protezione internazionale ed umanitaria non inclusi nel sistema istituzionale di accoglienza. Tra i primi possono essere individuati richiedenti asilo costretti ad attendere settimane se non mesi prima di riuscire a formalizzare la domanda di protezione internazionale presso le Questure e quindi ad accedere alle strutture di accoglienza. All’interno della seconda categoria, troviamo invece persone titolari di protezione internazionale ed umanitaria costretti a uscire dal circuito dell’accoglienza, la cui presenza presso gli insediamenti ne evidenzia il fallimento del percorso di inclusione sociale.

Molti di questi insediamenti si trovano in Italia (sia nel Nord sia nel Sud del Paese, si pensi a Tossic Park a Torino o la Tendopoli di Rosarno i quali rappresentano soltanto alcuni esempi), in Francia (Calais) e in Grecia (Samo). La limitata capacità recettiva del sistema di accoglienza è una delle ragioni principali di esclusione e emarginazione dei richiedenti asilo, molti dei quali costretti a sostare in diversi insediamenti durante il viaggio attraverso la cosiddetta “rotta dei Balcani occidentali”.

In questo contesto, il panel si propone di portare l’attenzione sugli insediamenti informali come evidente manifestazione delle condizioni di instabilità sociale in cui una significativa parte dei richiedenti asilo e rifugiati sono costretti a vivere in Europa: condizioni di vita degradanti, nessun tipo di assistenza sanitaria, difficile accesso alla procedura di asilo e alto rischio di sfruttamento. Il panel vuole sollecitare contributi di diversa estrazione (giuridica, antropologica, sociologica, statistica) riguardanti gli insediamenti informali in Europa, presentando casi-studio, testimonianze, etc., che possano stimolare il dibattito, con l’obiettivo di valutare criticamente il sistema europeo di asilo attraverso una lente interdisciplinare.

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