Escapes 2017 call for presentations – panel 13

Quarta conferenza annuale di ESCAPES

Ripensare le migrazioni forzate
Teorie, prassi, linguaggi e rappresentazioni

Parma, 8 – 9 giugno 2017


Migrazioni forzate, memorie e politica della voce: visioni, pratiche, performance

Proponenti: Monica Massari (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Gianluca Gatta (Archivio delle Memorie Migranti-AMM)

Le esperienze di ricerca e di riflessione critica sulle migrazioni forzate consolidatesi nel corso degli ultimi dieci anni sempre più spesso appaiono orientate ad elaborare un sapere pubblico sul fenomeno che tenti di assumere il più possibile una dimensione collettiva: connettendosi ai vari saperi circostanti, rivolgendo lo sguardo a pratiche di conoscenza innovative, stabilendo relazioni con i gruppi sociali coinvolti, partecipando ai conflitti che li vedono protagonisti.
Se nel campo delle scienze sociali i tradizionali steccati tra saperi appaiono, oggi, sempre più mobili e le esperienze di ricerca interdisciplinare costituiscono oramai una modalità diffusa e condivisa, crescente interesse destano tutta una serie di progetti, attività, iniziative che, situandosi in mondi comunicativi esterni alla ricerca scientifica – dal momento che sono più propriamente legati campo delle pratiche artistiche ed espressive – vedono protagonisti, come autori/autrici, (giovani) uomini e donne con un’esperienza di migrazione forzata nel proprio percorso biografico.
Artisti, videomakers, bloggers, performers, curatori che attraverso i loro lavori in campo artistico e visuale propongono letture dell’esperienza migratoria e, più in generale, del regime migratorio contemporaneo, attraverso uno sguardo spesso volto a privilegiare l’auto-narrazione, la memoria, la dimensione biografica. Si tratta di materiali ed esperienze che, oltre a porre le basi per l’avvio di una politica della voce che consenta ai protagonisti dei fenomeni di prendere finalmente la parola in prima persona – affermando la peculiarità insostituibile dei punti di vista dall’interno delle situazioni e delle condizioni oggetto della rappresentazione – promuovono e valorizzano pratiche di ricerca eterodosse che mirano a una contaminazione reciproca tra linguaggi artistici e saperi esperti e che sono in grado di offrire prospettive inedite volte ad arricchire, ma anche decostruire, le analisi correnti.

Il panel mira a costituire un’occasione di confronto tra artisti, videomakers, bloggers, performers, curatori e, in generale, ricercatori nel campo delle pratiche artistiche ed espressive e studiosi, ricercatori nel campo delle scienze sociali sulle modalità attraverso cui il regime delle migrazioni contemporanee viene rappresentato, intendendo con questa espressione sia la dimensione analitica che quella più propriamente performativa, privilegiando l’approccio auto-narrativo. Gli obiettivi sono i seguenti: stimolare un lavoro di riflessività che metta a nudo le motivazioni che spingono gli autori a intraprendere un certo percorso espressivo e/o di ricerca; focalizzare gli effetti di tali rappresentazioni nella sfera pubblica; confrontarsi sull’importanza, al di là dei contenuti espressi, della loro messa in forma e del processo di definizione ed elaborazione dei prodotti artistici e di ricerca; approfondire le possibilità di contaminazione reciproca, promuovendo pratiche di co-produzione di sapere e di ricerca-azione partecipativa che coinvolgano mondi comunicativi esterni alla ricerca scientifica strettamente intesa.

Il panel prevede sia la presentazione di paper che la visione di progetti, materiali audio-visivi e pratiche artistiche che saranno discussi sia da ricercatori che da artisti.

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