La complessità come risorsa a Biella

Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate e Consorzio Communitas in collaborazione con il Servizio Centrale SPRAR promuovono il corso di formazione

LA COMPLESSITÀ COME RISORSA.
RISPOSTE TERRITORIALI NEL LAVORO DI
ACCOGLIENZA E TUTELA DEI MIGRANTI FORZATI

Biella, Città Studi, Università di Biella, Corso Pella 2
16 – 17 novembre 2015

Iscrizione entro l’11 novembre 2015 (vedi oltre)

Programma definitivo:

1° modulo – lunedì 16 novembre 2015 ore 9.30-13.30

I SISTEMI DI ACCOGLIENZA, INTEGRAZIONE E TUTELA PER I MIGRANTI FORZATI: ANALISI CRITICA DELLA STORIA E DELLE LOGICHE DI FUNZIONAMENTO

Roberto Guaglianone, Consorzio Communitas
Barbara Pinelli, Università di Milano Bicocca

Sono le immagini degli arrivi via mare a riempire i discorsi politici e mediatici sulle migrazioni forzate e per asilo. Per quanto drammatico, il momento degli sbarchi e degli approdi è solo uno dei punti che compongono storie e rotte migratorie. Esperienze vissute nei luoghi di origine e di transito si riflettono nelle esistenze di coloro che chiedono asilo in Italia, e non solo in termini di memoria traumatica. Al medesimo tempo, le vicende e le condizioni che investono i richiedenti asilo, insieme alle azioni da essi stessi compiute e ai significati che danno alle loro esperienze migratorie, riempiono lo spazio temporale successivo agli arrivi.

Pratiche agite dai rifugiati stessi, memoria e desideri, marginalità economica e sociale, vulnerabilità politica, forme di autorappresentazione e significati dati al loro essere richiedenti asilo, sono altrettanto elementi del tutto rilevanti per comprendere alcuni degli aspetti delle migrazioni forzate.

Questo modulo intende offrire informazioni sulle migrazioni forzate cui attualmente stiamo assistendo nell’area Mediterranea. Senza perdere di vista uno scenario geopolitico più ampio, l’attenzione sarà posta in particolare al contesto nazionale guardando agli effetti che Mare Nostrum prima e Triton successivamente hanno avuto sulle politiche di protezione e sulle dinamiche d’assistenza.

  • Storia dell’accoglienza in Italia per mostrare come la categoria «emergenza» sia stata chiave interpretativa e base organizzativa per impostare l’accoglienza stessa
  • Strumenti di lettura dell’antropologia per lavorare in modo critico su alcune categorie – «rifugiato» «richiedente asilo» «migrante economico» «clandestinità» «migranti non meritevoli di protezione» – e su alcuni aspetti delle politiche rivolte ai rifugiati – caratteristiche delle strutture d’accoglienza; tempi, spazi e percorsi burocratici; dinamiche in cui si sovrappongono cura e controllo;
  • Analisi delle condizioni di marginalità, sfruttamento, vulnerabilità dei richiedenti asilo saranno affrontate in questo modulo. Percorso storico, comparazione fra esperienze territoriali differenti; sguardo su politiche e pratiche «dal punto di vista del rifugiato»; ricerche etnografiche sul processo del divenire richiedente asilo, sulle strutture materiali e sulle esperienze sociali in cui avviene questo processo sono gli strumenti usati nel modulo.

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LA RELAZIONE DI AIUTO TRA OPERATORE E BENEFICIARIO: PROBLEMATICHE E STRUMENTI

Nicola Rainisio, Università di Milano
Eleonora Riva, Università di Milano

La relazione d’aiuto è il luogo nel quale si mostrano le contraddizioni quotidiane dell’educare, ove gli operatori sperimentano un maggior senso d’inadeguatezza e incomunicabilità nel ruolo di rappresentanti finali di un sistema organizzativo non sempre in linea con le proprie soggettività. Tali vissuti sono spesso “risolti” ancorando la relazione con l’altro a parametri diagnostico/clinici e normativi, e sperimentando una frustrazione che raramente viene socializzata. La figura dell’educatore finisce così per coincidere, spesso ed implicitamente, con quella del problem solver, occupato nel risolvere problemi e trattare casi individuali, limitando gli spazi di riflessione collettiva atti a produrre strategie organizzative finalizzate all’empowerment degli utenti. Partendo da queste considerazioni, questo modulo intende guidare gli operatori in una riflessione sul proprio vissuto nelle situazioni reali di lavoro, producendo quale esito finale nuove strategie d’azione condivise.

In particolare, si procederà, tramite modalità interattiva, lungo il seguente percorso:

  • Raccolta di vissuti/comportamenti negativi nella relazione d’aiuto, in forma di esempi pratici
  • Individuazione collettiva di caratteristiche comuni nei vissuti/comportamenti raccolti
  • Analisi di gruppo delle norme soggettive e organizzative (implicite ed esplicite) che motivano tali comportamenti/vissuti.
  • Individuazione di nuove strategie collettive e strumenti pratici per trasformare tali comportamenti/vissuti e innovare le forme della relazione quotidiana.

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3° modulo – martedì 17 novembre 2015 ore 9.30-13.30

EQUIPE E RETI TERRITORIALI NEL LAVORO DI TUTELA ED ACCOGLIENZA

Chiara Marchetti, Università di Milano
Michele Rossi, CIAC onlus

Nel lavoro con richiedenti e titolari di protezione conta moltissimo non solo l’operatività, ma anche l’immagine – più o meno consapevole – che abbiamo dell’Altro, le metafore a cui ricorriamo, le cornice all’interno delle quali inquadriamo il fenomeno delle migrazioni forzate ma anche le persone in carne ed ossa con cui entriamo in relazione professionalmente. Queste “immagini” sono determinate da fattori storici e culturali, ma anche dall’impatto dell’informazione e dei media, dalla nostra formazione professionale, dal rapporto con i colleghi e non ultimo dalla relazione con i beneficiari, che però spesso rimane “intrappolata” in un immaginario pregresso difficile da modificare. Acquisire maggiore consapevolezza delle lenti attraverso cui guardiamo al richiedenti e titolari di protezione inseriti nei nostri progetti è precondizione non solo di una migliorata professionalità individuale ma anche dell’impostazione di un buon lavoro di equipe e territoriale.

A partire da questi presupposti il presente modulo proporrà – anche attraverso casi studio e lavori di gruppo – spunti e riflessioni sulla necessità di un approccio integrato e di rete, sia per quanto riguarda l’organizzazione dei singoli enti, che per quanto riguarda il più ampio contesto territoriale. Particolare attenzione sarà dedicata alla condivisione di prassi esistenti in cui avviene un proficuo scambio (formale e/o informale) con enti pubblici e del privato sociale presenti nel territorio. Si ragionerà inoltre sulle reciproche implicazioni tra il livello dell’organizzazione interna (equipe multidisciplinare), il livello degli altri soggetti istituzionali e organizzati (costruzione della rete territoriale) e il livello del coinvolgimento della comunità nel suo complesso (volontari, cittadinanza in generale).

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4° modulo – martedì 17 novembre 2015 ore 14.30-18.30

APPROFONDIMENTI GIURIDICI

Romina Amicolo, avvocato
Barbara Cattelan, avvocato

Il presente modulo tratterà i seguenti temi:

  • Lo status di rifugiato e di persona ammessa alla protezione sussidiaria: i rapporti tra le due forme di protezione e il contenuto della protezione internazionale. D.Lgs. n. 251 /2007, D.Lgs. n. 18/2014 coerentemente rispettivamente con le direttive qualifiche Direttiva 2004/83/CE e Nuova Direttiva Qualifiche 2011/95/UE;
  • L’accoglienza e il trattenimento dei richiedenti. Direttiva 2013/33/UE (Cd. Seconda Direttiva Accoglienza); Decreto Legislativo 18 Agosto 2015 n. 142;
  • La procedura per il riconoscimento e la revoca o cessazione della protezione internazionale. La cd. nuova direttiva procedure – Direttiva 2013/32/UE; Decreto Legislativo 18 Agosto 2015 n. 142
  • La determinazione dello stato membro competente per l’esame della domanda di protezione internazionale. Il Regolamento UE n. 604/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio – cd. Reg. DUBLINO III;
  • Approfondimenti su esenzioni sanitarie; ricongiungimenti familiari; Minori Stranieri non accompagnati, con esame di casi pratici.

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Organizzazione

Consorzio Communitas onlus
Sede Legale ed operativa: Viale Sarca, 336/F 20126 – Milano

Coordinamento scientifico

Escapes. Laboratorio critico sulle migrazioni forzate
Chiara Marchetti, Emanuela Dal Zotto, Andrea Torre, Roberto Guaglianone, Nicola Rainisio, Romina Amicolo, Giulia Scalettaris, Davide Biffi, Chiara Tasinazzo, Chiara Dalla Valle

Tutor

Enrico Rey
Chiara Tasinazzo

Sede del corso

Città Studi, Università di Biella, Corso Pella 2
Stazione ferroviaria più vicina alla sede del corso: Biella San Paolo
Come raggiungere la sede del corso

Iscrizione

200 euro per l’intero corso (16 ore)
Quota comprensiva anche dei due pranzi equo-bio-local di lunedì e martedì, preparati dalla coop. soc. Raggio Verde, che si consumeranno presso la sede del corso.
Per info e iscrizioni: migrazioniforzate@unimi.it

Il Servizio centrale autorizza le spese di partecipazione di un operatore per progetto SPRAR della Regione Piemonte.

Le iscrizioni vanno effettuate entro mercoledì 11 novembre. Agli iscritti verranno comunicate le modalità di pagamento. Il corso verrà attivato per un minimo di 28 e un massimo di 40 iscritti.

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Informazioni organizzative

Pernottamento

Per il pernottamento segnaliamo le seguenti alternative da prenotare in autonomia a seconda delle esigenze personali:

  • Fascia 1 (economica): Ostello del Piazzo, 25 euro a notte camera doppia bagno privato, 18 camera doppia bagno comune, 35 euro singola bagno privato, 22 euro singola bagno comune https://ostellodibiella.wordpress.com/
  • Fascia 2: Hotel Agata, 72 euro a notte Camera doppia, 55 euro camera doppia uso singola http://www.hotelagata.it
  • Fascia 3: Agorà Palace Hotel, camera doppia 108 euro a notte, camera singola 88 euro a notte, camera tripla 132 euro a notte http://www.agorapalace.com
    Augustus Hotel, camera doppia 94 euro a notte, camera singola 68 euro a notte, camera tripla 114 euro a notte http://www.augustus.it/.

Servizio navetta al bisogno

  • Lunedì mattina da stazione ferroviaria a Città Studi e da alberghi a Città Studi
  • Lunedì sera da Città Studi a Cittadellarte e rientro in albergo
  • Martedì mattina da albergo a Città Studi
  • Martedì sera da Città Studi a Stazione Ferroviaria

Pasti

I due pranzi (compresi nel costo del corso) saranno offerti da: Catering Bio-Local-Equo della Cooperativa Sociale Raggio Verde

I piatti che la Cooperativa Sociale Raggio Verde vi propone sono preparati utilizzando prodotti del commercio equo e solidale, ingredienti biologici, produzioni di piccole aziende agricole del nostro territorio a livello familiare e di cooperative sociali e di comunità aventi finalità etiche. I nostri fornitori sono scelti, per quanto possibile, in base alla loro determinazione nel porsi obiettivi etico-sociali, di rispetto dell’ambiente e di divulgazione di una sana e corretta alimentazione. Nei nostri rinfreschi cerchiamo di non utilizzare prodotti “ usa e getta” non biodegradabili, come piatti e bicchieri di plastica, e per la pulizia delle stoviglie scegliamo detersivi ecologici. Crediamo che scegliere, ogni giorno, che cosa e come mangiare sia il primo passo verso un consumo sostenibile. Consumo sostenibile è uno stile di vita orientato al benessere del pianeta e di tutti i suoi abitanti, piuttosto che ai privilegi senza futuro di pochi.

Cena e serata di lunedì 16 novembre

Lunedì sera tutti i partecipanti al corso sono invitati a una cena e serata di condivisione informale presso Cafeteria equosolidale Luogocomune Altromercato presso Fondazione Pistoletto Cittadellarte, al costo di 18 euro a testa per buffet, primo caldo, vino e dolce compreso.
Si prega di segnalare sulla scheda di iscrizione la propria partecipazione alla cena, nell’apposito spazio.

A seguire…

Concerto con il griot Kassoum Diarra, accompagnato da Maurice Debernardi
Repertorio di brani tradizionali del Burkina Faso

KASSOUM DIARRA musicista burkinabé, nato a Bobo Dioulasso, griot e polistrumentista molto apprezzato per l’eleganza del suo stile, portatore di una conoscenza profonda e autentica delle tradizioni musicali del suo paese, Kassoum va annoverato tra i più prestigiosi djembefolà del Burkina Faso. Cresciuto sotto la scuola ferrea di Adama Dramè, Kassoum possiede il temperamento e l’autorevolezza tipica dei grandi maestri africani. Inizia a suonare all’età di 10 anni e nel 1984 entra a far parte del Ballet Avenir, diventandone il primo djembefolà solista. Negli anni compresi tra il 1985 e il 1990 è al seguito della troupe Folibà di Adama Dramè, con la quale si esibisce in molti Paesi europei. Nel 1990 fa parte del gruppo Farafina Lili di Mahama Konatè. Due anni dopo, fonda il gruppo Kassama Percussion col quale incide un disco per la casa discografica Playa Sound mentre nel 1994, partecipa alla realizzazione del pluripremiato (FESPACO, Festival de Cannes) film “Keïta! L’Héritage du griot”, diretto dal regista Dany Kouyate, giovane promessa del cinema africano. Nel 2009 incide il doppio CD “Africa dentro-Afrika accono” con il suo gruppo storico Kassama e con l’Orchestraniké, ensemble multietnico (italo-burkinabé) dell’Associazione Tamtando di Aosta. Dal 2010 collabora a Torino con Rossella Xillovich e Sergio Commisso nei corsi di danza e con altri artisti a Milano e Pesaro. Pur continuando a risiedere in Burkina Faso, continua regolarmente a visitare l’Italia dove conduce corsi, stages e partecipa a numerosi concerti.

MAURICE DEBERNARDI, percussionista. Nel suo percorso di studio delle percussioni dell’Africa Nord Occidentale (djembé, dum dum, sangban, kenkenì, balafon) approfondisce, in particolare, quello sul tamburo djembé; lo fa principalmente suonando per la danza, contesto in cui ha potuto far vivere e maturare il bagaglio musicale e tecnico acquisito frequentando, dal 1998 ad oggi, laboratori, stage e corsi a Bordeaux, Aosta, Torino, tenuti da Matteo Cigna, Ablay M’Baye, Pier Gianni Giglio, Bruno Genero, Moustapha Diop, Ibrhaima Traorè, Marè Sanogò, Lamine Sow, Doussou Tourè, Kassoum Diarra. Ha suonato ed organizzato corsi di danza africana e stages tenuti da Moustapha Diop, Elena Siviero, Irene Dalbuoni, Valentina Balma Mion, Mamadenì Coulibaly. Attualmente, nel ruolo di balafonista e djembéfolà è componente del gruppo “les n’golò”, guidato dal Griot Kassoum Diarra, con cui sviluppa un progetto di musica tradizionale del Burkina Faso. Nel ruolo d’insegnante di percussioni etniche africane, presso il Biella jazz club, condivide il piacere e la passione di suonare ed imparare.

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