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	<title>DIPEO</title>
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	<description>Diritto Pubblico dei Paesi dell&#039;Europa Centro-Orientale</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 14:52:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SLOVENIA &#8211; Testo della Costituzione tradotto in italiano</title>
		<link>http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/05/slovenia-testo-della-costituzione-tradotto-in-italiano/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Dau</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio sulle fonti]]></category>
		<category><![CDATA[Slovenia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo della Costituzione della Repubblica di Slovenia tradotto in italiano e aggiornato con le modifiche intercorse fino al maggio 2013. Costituzione Slovena in lingua italiana]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo della Costituzione della Repubblica di Slovenia tradotto in italiano e aggiornato con le modifiche intercorse fino al maggio 2013.</p>
<p><a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/wp-content/uploads/Costituzione-Slovena-in-lingua-italiana.pdf">Costituzione Slovena in lingua italiana</a></p>
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		<title>La Corte costituzionale della Russia si pronuncia sui diritti degli elettori</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 17:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità della giurisprudenza costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sentenza del 22 aprile 2013 la Corte costituzionale russa si è pronunciata in merito alla verifica della costituzionalità di una serie di disposizioni del codice di procedura civile e della cosiddetta legge “quadro” sui diritti elettorali («Sulle garanzie fondamentali &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/05/la-corte-costituzionale-della-russia-si-pronuncia-sui-diritti-degli-elettori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nella sentenza del 22 aprile 2013 la Corte costituzionale russa si è pronunciata in merito alla verifica della costituzionalità di una serie di disposizioni del codice di procedura civile e della cosiddetta legge “quadro” sui diritti elettorali («Sulle garanzie fondamentali dei diritti elettorali e del diritto a partecipare al referendum dei cittadini della Federazione di Russia»). <span id="more-895"></span>Il ricorso era stato presentato da una serie di cittadini, dal Plenipotenziario per i diritti umani nella FR e dalla sezione regionale del partito “Russia giusta” della Regione di Voronež.</strong></p>
<p>La Corteha in buona sostanza stabilito che gli elettori che ritengono gli esiti delle elezioni illegittimi possono essere far ricorso in giudizio.</p>
<p>Gli elettori possono impugnare in tribunale qualunque decisione ed attività (o omissione) illegittima delle commissioni elettorali. Ciò riguarda anche le decisioni adottate in merito agli esiti delle elezioni.</p>
<p>Come ha spiegatola Corte, il diritto elettorale del cittadino non è limitato al fatto di poter votare. Il cittadino deve avere anche la possibilità di verificare l’esattezza del calcolo del voto da egli espresso nella circoscrizione elettorale dove ha votato. In caso contrario si metterebbe in dubbio l’istituto stesso delle libere elezioni.</p>
<p>Le norme impugnate sono considerate conformi alla Costituzione nella misura in cui prevedono il diritto dell’elettore di rivolgersi al tribunale per la tutela dei propri diritti elettorali in relazione alle elezioni appena svoltesi.</p>
<p>Un diritto analogo in base alle stesse norme viene attribuito all’osservatore (quando sono violate le sue competenze di osservazione) ed anche ai partiti politici e loro sezioni regionali (quando si tratti dei loro diritti).</p>
<p>Le norme impugnate risultano però in contrasto conla Costituzioneper un altro aspetto. E cioè per il fatto della loro indeterminatezza che nella prassi porta a non consentire agli elettori di impugnare alcune decisioni o azioni (o omissioni) delle commissioni elettorali.</p>
<p>Si tratta dei casi connessi all’accertamento degli esiti elettorali nella circoscrizione elettorale in cui i cittadini hanno preso parte alle elezioni. Pertanto il legislatore federale deve introdurre modifiche nella regolamentazione giuridica della tutela giurisdizionale dei diritti elettorali dei cittadini. Bisogna precisare le modalità dell’impugnazione giurisdizionale delle decisioni ed azioni (od omissioni) delle commissioni elettorali relative al calcolo dei voti ed all’accertamento dei risultati elettorali. Fino a che non saranno introdotte queste modifiche, i giudici ordinari non possono rifiutare di prendere in considerazione i ricorsi dei cittadini che si rivolgono ad essi per la tutela dei propri diritti elettorali. Ci si riferisce ai cittadini che ritengono che i loro diritti siano stati violati nel procedimento di accertamento dei risultati elettorali nella circoscrizione elettorale nella quale essi hanno preso parte al voto.</p>
<p>La sentenza è reperibile in russo sul sito della Corte: <a href="http://www.ksrf.ru/">www.ksrf.ru</a></p>
<p>Angela Di Gregorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><!--more--></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Reznik v. Russia: la Corte EDU ritorna sul bilanciamento della libertà di espressione.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 12:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza della Corte EDU]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesca Romana Dau La sentenza del 4 aprile 2013 (Ricorso n. 4977/05), anche se non ancora definitiva, ha visto i giudici di Strasburgo condannare la Russia in maniera unanime per la violazione dell’art. 10 della Convenzione sulla libertà di &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/05/reznik-v-russia-la-corte-edu-ritorna-sul-bilanciamento-della-liberta-di-espressione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesca Romana Dau</p>
<p>La sentenza del 4 aprile 2013 (Ricorso n. 4977/05), anche se non ancora definitiva, ha visto i giudici di Strasburgo condannare la Russia in maniera unanime per la violazione dell’art. 10 della Convenzione sulla libertà di espressione. <span id="more-892"></span></p>
<p>Cuore della tutela dei diritti fondamentali, la libertà di espressione, che individua una sfera di autonomia del singolo a manifestare liberamente e spontaneamente le proprie opinioni nelle sedi ritenute più appropriate senza che vi possa essere un’indebita e illegittima interferenza delle autorità pubbliche, deve trovare secondo la Corte un adeguato bilanciamento con la protezione della dignità e della reputazione di terzi. Le misure restrittive della libertà descritta all’art. 10, inoltre, si devono confrontare con la tutela della sicurezza nazionale, dell’integrità territoriale, dell’ordine pubblico, con la prevenzione dei reati, con la segretezza di talune informazioni.</p>
<p>Il caso in questione, nello specifico, concerne il bilanciamento tra la libertà di espressione e i diritti altrui alla reputazione e alla dignità personale. Il ricorrente, il dr. Reznik, è un cittadino russo di professione avvocato e Presidente dell’Ordine degli avvocati di Mosca noto per la sua militanza a favore del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. Nel dicembre 2003, Reznik era stato contattato da una televisione nazionale, la NTV Channel, per discutere con il direttore del Dipartimento moscovita del Ministero della giustizia di una vicenda per lo meno contraddittoria, avvenuta poche settimane prima e che aveva coinvolto una delle professioniste associate all’Ordine. La sig.ra A., avvocato difensore dell’uomo d’affari Chodorkovskij, durante una delle visite al suo assistito era stata oggetto di una perquisizione e accusata di portare con sé materiale non autorizzato ricevuto da Chodorkovskij (§ 8). A seguito di questo fatto, il Ministero della giustizia aveva chiesto all’Ordine di espellere la sig.ra A dall’ordine per violazione della legge e del Codice di condotta degli avvocati, dal momento che uno dei documenti riteneva presuntamente istruzioni rivolte a interferire con le indagini. Durante il <em>talk show</em> televisivo, Reznik aveva criticato l’atteggiamento delle autorità pubbliche russe sostenendo che non vi fosse stato nessun tentativo di portare al di fuori della sede carceraria documenti scomodi e che le autorità pubbliche avessero indebitamente fatto intrusione nella sfera dell’autonomia privata svolgendo una vera e propria “perquisizione” nei confronti della sig.ra A. Tra l’altro, la legge russa impone che le perquisizioni vengano fatte da agenti dello stesso sesso del perquisito e di fronte ad un testimone anch’esso dello stesso sesso, mentre gli agenti che si erano presentati alla sig.ra A erano di sesso maschile.</p>
<p>Di fronte a simili dichiarazioni, il Governo russo chiamava in causa Reznik per diffamazione: parlare pubblicamente, durante un programma in onda non solo sul territorio russo ma diffuso anche in Europa, di “indagine” invece che di “controllo” dei visitatori all’ingresso avrebbe significato manifestare delle accuse non supportate da prove. Inoltre, tenuto anche conto della “tradizionale diffidenza del pubblico russo nei confronti delle autorità pubbliche e dei loro rappresentanti” (§29), gli ascoltatori sarebbero stati più inclini a credere alle parole di un noto avvocato che a quelle di un direttore del Dipartimento del Ministero della giustizia e, al contempo, un operatore del diritto del livello di Reznik non avrebbe dovuto permettersi una simile confusione di termini.</p>
<p>Nel merito della decisione, la Corte doveva valutare se l’interferenza fosse stata “necessaria in una società democratica”, tenuto conto del fatto che tale affermazione era stata resa nel corso di un dibattito televisivo che aveva visto anche la presenza del direttore del Dipartimento del Ministero della giustizia, con tempi e modi per controbattere e confutare le dichiarazioni rese. Per definire il limite concreto della libertà di espressione di fronte alla protezione della reputazione di terzi, la Corte ha reiterato un test già consolidato nella precedente giurisprudenza. Per bilanciare e rendere il limite proporzionale, il requisito essenziale è l’esistenza di un legame oggettivo tra le dichiarazioni contestate e la persona chiamata in giudizio (§ 45). Mere ipotesi personali o percezioni soggettive che fanno percepire una dichiarazione pubblica come diffamatoria, non sarebbero sufficienti a far stabilire che una persona è stata direttamente bersaglio di un tentativo di diffamazione. Inoltre, le prove addotte dalle autorità nazionali non erano riuscite a dimostrare l’esistenza di un effettivo legame tra le dichiarazioni in oggetto e le lamentele addotte per diffamazione. La Corte europea ha richiamato il c.d. “effetto congelamento”, che la paura per le sanzioni esercita sull’esercizio della libertà di espressione, ricordando che questo effetto opera a detrimento della società nel suo complesso e concerne direttamente il parametro della proporzionalità.</p>
<p>Sulla base di tali argomentazioni, dunque, i giudici di Strasburgo hanno ritenuto all’unanimità che il comportamento delle autorità russe fosse stato palesemente in contrasto con il contenuto dell’art. 10 della CEDU e non strettamente necessario e conforme ai parametri di una società libera e democratica, condannando Mosca al risarcimento dei danni subiti dal ricorrente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p>Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, Case of Reznik v. Russia, Ricorso n. 4977/05, 4 aprile 2013, http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-118040#{%22itemid%22:[%22001-118040%22]}</p>
<p>R. Zaccaria, <em>La libertà di espressione e giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo</em>, Relazione al Convegno su “<em>La giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e influenza del diritto interno</em>”, 25-26 settembre 2009, Università di Camerino.</p>
<p><em>Judges back Russian lawyer in “Khodorkovskiy” defamation case</em>, 4 aprile 2013, <a href="http://www.humanrightseurope.org/">www.humanrightseurope.org</a>.</p>
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		<title>Democrazia via web? Nuove (ma vecchie) forme di democrazia diretta in Russia: la rete come mezzo di consultazione e il suo riconoscimento normativo</title>
		<link>http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/democrazia-via-web-nuove-ma-vecchie-forme-di-democrazia-diretta-in-russia-la-rete-come-mezzo-di-consultazione-e-il-suo-riconoscimento-normativo/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 13:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio sulle fonti]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Angela Di Gregorio  La democrazia della rete va gradualmente rafforzandosi in diverse parti del mondo come inevitabile riflesso della modernità nei modi di espressione dell’opinione popolare. Tuttavia sembra ancora prematuro il tentativo di estendere la validità di tali consultazioni &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/democrazia-via-web-nuove-ma-vecchie-forme-di-democrazia-diretta-in-russia-la-rete-come-mezzo-di-consultazione-e-il-suo-riconoscimento-normativo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>Angela Di Gregorio</em></p>
<p> La democrazia della rete va gradualmente rafforzandosi in diverse parti del mondo come inevitabile riflesso della modernità nei modi di espressione dell’opinione popolare. Tuttavia sembra ancora prematuro il tentativo di estendere la validità di tali consultazioni al di là della mera discussione e confronto politico (o dei tentativi non sempre riusciti di supportare il cambiamento politico fino a farsi “rivoluzione”). E’ ancora presto, forse, per parlare di istituzioni di democrazia diretta della rete, che rimane un mezzo precluso ai più nei paesi meno sviluppati e presso le vecchie generazioni. Ma ci sono dei segnali.<span id="more-884"></span></p>
<p>Ad esempio quelli provenienti dalla Russia, dove si è tentato invano di creare un partito di blogger per convogliare la protesta in occasione e dopo il ciclo elettorale del 2011-2012. Ma la classe dirigente non ha sottovalutato le prospettive della rete da poter usare come mezzo di supporto, oltre che di opposizione, da poter guidare e convogliare o forse per tentare la carta della modernità con lo scopo di rinnovare il volto duro e troppo spesso pragmatico del potere.</p>
<p>Già durante la Presidenza di Medvedev si sono fatti esperimenti di consultazione popolare via web per valutare il gradimento di alcuni disegni di legge (quello sulla polizia, quello sull’istruzione). Nel primo messaggio annuale del suo terzo mandato presidenziale del 12 dicembre 2012 Putin ha affermato: “Dobbiamo prestare una maggiore attenzione allo sviluppo della democrazia diretta, della manifestazione diretta della volontà popolare, ad esempio al diritto di iniziativa legislativa popolare, di questo ho già parlato in precedenza, quando un’idea, che ha ricevuto il sostegno dei cittadini, anche attraverso Internet, deve essere obbligatoriamente esaminata in parlamento”.</p>
<p>Le intenzioni di Putin sono state chiare fin da subito perché già il 7 maggio 2012, nella stessa data del suo insediamento ufficiale egli ha firmato un editto (“Sulle direttrici principali di perfezionamento del sistema dell’amministrazione statale”) in cui tra le altre cose si prevedeva lo sviluppo della cosiddetta “iniziativa pubblica” (<em>rossijskaja obščestvennaja iniciativa</em>).</p>
<p>Il coinvolgimento dei cittadini (o meglio di quelle che noi chiameremmo “le parti sociali”: esponenti dei sindacati, dei datori di lavoro, delle associazioni del terzo settore, dei gruppi civici, etc.) nella fase propositiva o consultiva dell’adozione di atti normativi viene da lontano. Ai tempi sovietici, come notato da Mario Ganino (<em>Partecipare nella società socialista. Forme di manifestazione diretta dell’opinione e della volontà negli “Stati socialisti” europei</em>, Milano, Unicopli, 1987), era una delle forme di partecipazione dei cittadini, surrogato delle libertà di partecipazione pluralista di stampo occidentale. A quei tempi venivano sottoposti alla “discussione pubblica” anche i progetti di legge e persino le costituzioni. L’uso contemporaneo di queste forme vede diversi canali di espressione, tra cui la Camera pubblica (o sociale: l’aggettivo <em>obščestvennyj </em>significa entrambe le cose) istituita nel 2005 e della quale si lamenta la scarsa capacità di incidenza. Più che di varianti di terze camere, di istituzioni corporative, è preferibile parlare di forum di discussione, piattaforme che dimostrino la dialettica e il sostegno, più che l’opposizione, al potere. In questo senso di tratta di forme vecchie di coinvolgimento (a fini di adesione più che di contestazione), di eredità del passato, a prescindere dal mezzo tecnico di utilizzo.</p>
<p>Nell’editto del 7 maggio 2012 il Presidente ha indicato al Governo una serie di scadenze per lo sviluppo dell’iniziativa normativa popolare via web (intesa sia come valutazione e adesione a progetti presentati da organi pubblici che come iniziativa diretta) tra cui ricordiamo:</p>
<p>-          un sistema di divulgazione delle informazioni sui progetti di atti normativi in corso di elaborazione e dei risultati della loro valutazione pubblica (creare un unico sito web dedicato alla valutazione delle iniziative, etc.)</p>
<p>-          l’elaborazione di una Concezione dell’iniziativa popolare che preveda l’esame da parte di organi del governo (con la possibile partecipazione anche di membri del parlamento e rappresentanti della comunità economica) delle iniziative che abbiano ottenuto il sostegno di almeno 100.000 cittadini nel corso di un anno</p>
<p>-          la previsione di forme analoghe di consultazione popolare anche a livello dei soggetti della Federazione e degli organi dell’autogoverno locale</p>
<p>In ossequio alle indicazioni dell’editto il Governo ha approvato il 27 agosto 2012 la Concezionedella “Iniziativa sociale della Russia” (<em>Rossijskaja obščestvennaja iniciativa</em>).</p>
<p>L’utilizzo della rete è solo uno dei mezzi proposti, ma sicuramente rappresenta la novità più significativa. Allo stesso tempo la rete è il mezzo più a rischio di strumentalizzazione o manipolazione: il soggetto chiamato a valutare l’iniziativa popolare in una prima fase è lo stesso esecutivo e l’operatore internet da esso prescelto, ed in una seconda fase, qualora l’iniziativa abbia ottenuto almeno 100.000 “cliccate”, pure decide l’esecutivo di cosa fare della proposta e di quale forma conferirle. Ci sono poi i normali problemi provocati dalla democrazia telematica: non si riesce ad identificare la personalità di chi partecipa che può non palesarsi se vuole, non è chiaro come assicurare la sicurezza della rete e la protezione dei dati personali.</p>
<p>L’intera Concezione si focalizza sull’iniziativa legislativa popolare via web, e non su altre forme di partecipazione (come la sottoposizione al web di iniziative di soggetti pubblici).</p>
<p>Le basi principali della consultazione sono: 1. il sostegno via web di almeno 100.000 utenti; 2. manifestato nel corso di un anno; 3. su di un progetto presentato anche da un solo cittadino; e 4. poi sottoposto a valutazione del Governo.</p>
<p>Al punto 2 della Concezione si precisa che l’iniziativa sociale non sostituisce altre forme previste dalla legge di partecipazione dei cittadini all’amministrazione degli affari dello Stato e che in particolare il meccanismo dell’iniziativa trova gli stessi limiti di oggetto delle questioni che non possono essere sottoposte a referendum in base all’art. 6 della legge costituzionale sul referendum.</p>
<p>Per rispettare il principio di legalità si richiede lo svolgimento di una perizia preventiva della proposta sottoposta a valutazione web. Si richiede il rispetto del principio di trasparenza. E’ previsto l’obbligo di esame della proposta che abbia ottenuto il gradimento di almeno 100.000 internauti nel corso di un anno da parte di un gruppo di lavoro presso la commissione governativa per il coordinamento delle attività del “Governo aperto” (http://xn--80abeamcuufxbhgound0h9cl.xn--p1ai/). Successivamente il Governo federale dovrebbe elaborare un progetto di atto giuridico normativo chiamato a rispettare il contenuto della proposta (ma solo se lo ritiene opportuno!).</p>
<p>Ai sensi del punto 4 della Concezione il cittadino che intende avanzare una proposta deve compilare una speciale scheda con l’uso delle risorse elettroniche. Il cittadino deve essere accreditato presso il provider unico autorizzato. Non possono essere sottoposte a valutazione telematica proposte in contrasto conla Costituzione  e con i principi generalmente riconosciuti e le norme del diritto internazionale; le proposte analoghe ad una precedente proposta che non è stata sottoposta a votazione telematica; proposte in materie vietate dalla legge sul referendum.</p>
<p>Il voto sulla proposta telematica rimane aperto per un anno. Si può votare pro o contro. Si possono sottoporre a votazione telematica anche più proposte alternative sulla stessa questione.</p>
<p>      Il 2 aprile 2013 la Fondazione per la democrazia informativa ha creato la piattaforma “Rossijskaja obščestvennaja iniziativa” (<a href="http://www.roi.ru/">www.roi.ru</a>). La Fondazione era stata designata, con editto del Presidente del 4 marzo 2013 (“Sull’esame delle iniziative sociali, inviate dai cittadini della FR con l’utilizzo delle reti internet) quale esecutore del progetto. Attualmente, come si legge sul sito della Fondazione, i progetti in votazione sul web sono 487. Tra le proposte più originali vi è quella di spostare la capitale del paese da Mosca a Novosibirk, considerata geograficamente più al centro del paese.</p>
<p>Considerando il paese che sta sperimentando queste forme di democrazia diretta vale la pena di mantenere una certa cautela. Si cerca il consenso, più che la discussione, e il rischio di manipolazione degli strumenti telematici è grande. Non ci sono regolamentazioni e garanzie. Nel caso della Russia è il potere esecutivo a fare da regista, anche se va rilevato come la discussione e il confronto politico non siano del tutto assenti (nella recente relazione del Governo alla Duma sugli esiti della sua attività Medvedev è stato apertamente criticato dai partiti, così come era accaduto a Putin l’anno precedente).</p>
<p>Anche la nuova Costituzione ungherese del 2011 è stata sottoposta via web ai cittadini per un commento, come surrogato di forme più dirette di partecipazione popolare. Se queste forme rappresentino canali innovativi a fini di maggiore partecipazione popolare o piuttosto alternative ad una reale consultazione pubblica con target più ristretti e controllabili è ancora tutto da verificare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.roi.ru/">www.roi.ru</a></p>
<p><a href="http://www.kremlin.ru/">www.kremlin.ru</a></p>
<p><a href="http://www.government.ru/">www.government.ru</a></p>
<p><a href="https://esia.gosuslugi.ru/idp/Authn/CommonLogin">https://esia.gosuslugi.ru/idp/Authn/CommonLogin</a> (provider ufficiale dove registrarsi per depositare un’iniziativa)</p>
<p><!--more--></p>
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		<item>
		<title>IL 27 MARZO 2013 LA CORTE COSTITUZIONALE CECA HA ARCHIVIATO IL PROCEDIMENTO RELATIVO ALL’ACCUSA DI TRADIMENTO NEI CONFRONTI DELL’EX CAPO DELLO STATO VÁCLAV KLAUS</title>
		<link>http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/il-27-marzo-2013-la-corte-costituzionale-ceca-ha-archiviato-il-procedimento-relativo-allaccusa-di-tradimento-nei-confronti-dellex-capo-dello-stato-vaclav-klaus/</link>
		<comments>http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/il-27-marzo-2013-la-corte-costituzionale-ceca-ha-archiviato-il-procedimento-relativo-allaccusa-di-tradimento-nei-confronti-dellex-capo-dello-stato-vaclav-klaus/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 10:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità della giurisprudenza costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Ceca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordiamo innanzitutto che il procedimento per l’accusa costituzionale contro il capo dello Stato è previsto dall’art. 65 della Costituzione ceca, che ai commi 2 e 3 rispettivamente prevede (2) Il Senato può, col consenso della Camera dei deputati, presentare un’accusa &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/il-27-marzo-2013-la-corte-costituzionale-ceca-ha-archiviato-il-procedimento-relativo-allaccusa-di-tradimento-nei-confronti-dellex-capo-dello-stato-vaclav-klaus/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo innanzitutto che il procedimento per l’accusa costituzionale contro il capo dello Stato è previsto dall’art. 65 della Costituzione ceca, che ai commi 2 e 3 rispettivamente prevede <span id="more-880"></span></p>
<p><em>(2) Il Senato può, col consenso della Camera dei deputati, presentare un’accusa costituzionale contro il Presidente della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale, in caso di tradimento o grave violazione della Costituzione o di altra parte dell’ordinamento costituzionale; per tradimento si intende un comportamento del Presidente della Repubblica diretto contro la sovranità e l’integrità della Repubblica, come pure contro il suo ordinamento democratico. La Corte costituzionale sulla base dell’accusa costituzionale del Senato può decidere che il Presidente della Repubblica debba perdere la sua carica presidenziale e la capacità di occuparla nuovamente. </em></p>
<p><em>(3) Per l’adozione della proposta di accusa costituzionale da parte del Senato si richiede il consenso della maggioranza dei tre quinti dei senatori presenti. Per l’adozione del consenso della Camera dei deputati alla presentazione dell’accusa costituzionale si richiede il consenso della maggioranza dei tre quinti di tutti i deputati; se la Camera dei deputati non esprime il suo consenso entro tre mesi dalla data in cui il Senato l’ha richiesto si intende che il consenso non sia stato dato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale è la versione dell’art. 65 vigente dall‘8 marzo 2013, data di entrata in vigore di (parte) della revisione costituzionale che aveva introdotto l’elezione diretta del Presidente (legge costituzionale 71/2012: il resto della revisione era entrato in vigore dal I ottobre 2012) mentre la versione in vigore fino al 7 marzo 2013, e dunque applicabile a Klaus, prevedeva: «Il Presidente della Repubblica può essere perseguito per alto tradimento dinanzi alla Corte costituzionale sulla base di un&#8217;accusa del Senato. La pena comminabile può essere la perdita dell&#8217;ufficio presidenziale e della capacità di occuparlo nuovamente. Il Presidente della Repubblica non può mai essere perseguito penalmente per reati commessi durante l&#8217;esercizio delle sue funzioni»</p>
<p>Il ricorso contro Klaus era stato presentato alla Corte costituzionale il 5 marzo 2013 dal Senato, che riteneva che tramite una serie di atti il Presidente si sarebbe reso colpevole di alto tradimento. Si trattava di un insieme di cinque comportamenti che avrebbero dimostrato l’agire delittuoso del capo dello Stato e precisamente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il mancato perfezionamento del procedimento di ratifica della decisione del Consiglio europeo con cui si modificava l’art. 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in relazione al meccanismo di stabilità nell’eurozona. A favore di tale ratifica avevano espresso il proprio consenso entrambe le camere del parlamento;</li>
<li>Il Presidente avrebbe omesso di agire relativamente alla copertura dei posti vacanti di giudice costituzionale;</li>
<li>La proclamazione di un’ampia amnistia (che avrebbe riguardato anche i colpevoli di noti casi di corruzione e crimini nella sfera economica);</li>
<li>Il mancato rispetto di una decisione giurisdizionale relativa al ricorso per la nomina a giudice dell’allora candidato giudice Peter Langer;</li>
<li>Il Presidente avrebbe omesso di agire nell’ambito della ratifica del protocollo addizionale alla Carta sociale europea</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corte costituzionale, nell’ordinanza resa in seduta plenaria, si è pronunciata primariamente sulla finalità dell’accusa e di tale tipo particolare di procedimento, precisandone la natura «quasi penale». Secondo la Corte si tratta di un istituto che riguarda la responsabilità del Presidente in caso di «delitto costituzionale» (<em>ústavní delikt</em>). Lo scopo di tale tipo di procedimento non sarebbe quello di fornire al ricorrente l’interpretazione del diritto costituzionale oggettivo quanto di decidere se il Presidente abbia commesso o non commesso un comportamento delittuoso che raggiunge l’intensità del tradimento. Altro scopo consequenziale è quello di privare del mandato il Presidente affinché non possa ulteriormente danneggiare o minacciare gli interessi dello Stato. In una situazione in cui la persona non riveste più tale funzione costituzionale questo significato fondamentale del procedimento non viene tenuto in considerazione.</p>
<p>            Considerando il carattere «quasi penale» (<em>kvazitrestní charakter</em>) di tale procedimento poi la Corte ha fatto riferimento anche a quella disposizione della legge 182/1993 sulla Corte costituzionale che ha disciplinato con validità fino al 7 marzo 2013 l’obbligo della Corte costituzionale di far cessare il procedimento sull’accusa ed ha dunque spiegato il rapporto tra la precedente disciplina giuridica che all’art. 98, comma 3 imponeva alla Corte l’obbligo di continuare il procedimento solo in caso di dimissioni (<em>abdikace</em>) del Presidente nel corso del procedimento e la nuova disciplina, in vigore dall‘8 marzo 2013, che ha integrato tale disposizione con l’obbligo di continuare il procedimento anche dopo la scadenza del mandato del Presidente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corte ha evidenziato come, tenendo conto del tipo di procedimento, sia necessario applicare la norma più favorevole all’accusato, che risulta essere indubbiamente la norma precedente. L’assenza di una regola in tal senso espressamente stabilita nella legge sulla Corte costituzionale nella versione in vigore fino al 7 marzo 2013 indicherebbe una lacuna legislativa che deve essere colmata col ricorso all’analogia, ovviamente analogia a favore dell’accusato. Tale disposizione analogica, che nella precedente disciplina giuridica espressamente decideva per la cessazione del procedimento, è la disposizione dell’art. 98, comma 2 della legge sulal Corte costituzionale, che riguarda proprio la situazione in cui il Presidente (qui a seguito di decesso) non esercita più le sue funzioni.</p>
<p>            La Corte costituzionale ha anche sottolineato che la possibilità che che il procedimento sull’accusa costituzionale continui dopo la cessazione dell’ufficio presidenziale è in generale esclusa e le eventuali eccezioni devono essere esplicitamente stabilite dalla legge. Mentre la precedente versione della legge ammetteva tale eccezione solo nel caso di dimissioni del Presidente, la nuova disciplina ha ampliato tale eccezione anche al caso di cessazione delle funzioni a causa della scadenza del mandato. </p>
<p>            Per tutti questi motivi la Corte non ha ravvisato spazi per la possibilità di proseguire il procedimento alla scadenza del mandato dell’ex Presidente e pertanto ha interrotto il procedimento. </p>
<p>Ha espresso un’opinione dissenziente la giudice Ivana Janů. Ha espresso un’opinione dissenziente solo nei confronti della motivazione il giudice Stanislav Balík.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Angela Di Gregorio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.concourt.cz/">www.concourt.cz</a> (sito della corte costituzione ceca)</strong></p>
<p><!--more--></p>
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		<title>Mutano di nuovo le modalità di elezione dei governatori regionali in Russia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 12:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una legge del 2 aprile 2013 vengono modificate ancora una volta le modalità di elezione dei governatori regionali. La legge introduce modifiche nella cosiddetta legge sulla forma di governo regionale (legge «sui principi generali di organizzazione degli organi legislativi &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/04/mutano-di-nuovo-le-modalita-di-elezione-dei-governatori-regionali-in-russia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con una legge del 2 aprile 2013 vengono modificate ancora una volta le modalità di elezione dei governatori regionali. <span id="more-877"></span></p>
<p>La legge introduce modifiche nella cosiddetta legge sulla forma di governo regionale (legge «sui principi generali di organizzazione degli organi legislativi (rappresentativi) ed esecutivi del potere statale dei soggetti della FR») ed in una serie di altre leggi collegate in relazione alla materia elettorale (legge elettorale quadro, legge sui partiti politici, legge sulla formazione della camera alta) per prevedere sostanzialmente che i soggetti della FR avranno il diritto di scegliere una modalità alternativa alle elezioni popolari dirette per l’elezione del supremo organo esecutivo della regione (cosiddetto governatore, letteralmente «dirigente del supremo organo esecutivo del soggetto») ossia tornare alla selezione parlamentare.</p>
<p>A tal fine nella costituzione o statuto del soggetto deve essere previsto che il suddetto funzionario viene eletto dai deputati dell’organo rappresentativo. Non possono essere eletti coloro che sono stati condannati a pene detentive per la commissione di reati gravi e gravissimi.</p>
<p>I candidati sono presentati dal Presidente della FR su proposta dei partiti politici rappresentati alla Duma di Stato o all’organo legislativo (rappresentativo) del potere statale del relativo soggetto della Federazione. Ciascun partito propone al capo dello Stato al massimo tre candidature.</p>
<p>Prima di presentare le candidature il partito ha l’obbligo di consultare i partiti che non godono di tale diritto ma hanno sezioni regionali nel relativo soggetto della Federazione. Il partito politico ha il diritto di presentare al Presidente come candidati sia cittadini membri di tale partito o di un altro partito sia persone non appartenenti ad alcun partito.</p>
<p>La persona presentata al momento della presentazione della sua candidatura al Presidente ha l’obbligo di chiudere i conti correnti ed altre forme di conservazione del denaro presso banche straniere collocate al di fuori del territorio del paese e di alienare i titoli di emittenti estere.</p>
<p>Il capo dello Stato sceglie e presenta per l’elezione tre candidature tra quelle presentatigli. Le modalità dell’elezione sono stabilite dalla costituzione o statuto e dalla legge del soggetto considerando una serie di regole.</p>
<p>Le relative modifiche alle costituzioni e leggi dei soggetti non possono entrare in vigore nel corso della campagna elettorale per l’elezione del governatore regionale.</p>
<p> <a href="http://www.kremlin.ru/acts">www.kremlin.ru/acts</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le inchieste parlamentari in Russia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 11:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; È stato presentato alla Duma un progetto di legge che amplia le possibilità di svolgere inchieste parlamentari. I proponenti delle modifiche alla legge del 2005 «Sull’inchiesta parlamentare» sono stati due membri del Consiglio della Federazione: il presidente del comitato &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/03/le-inchieste-parlamentari-in-russia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>È stato presentato alla Duma un progetto di legge che amplia le possibilità di svolgere inchieste parlamentari. I proponenti delle modifiche alla legge del 2005 «Sull’inchiesta parlamentare» sono stati due membri del Consiglio della Federazione: il presidente del comitato per la legislazione costituzionale, le questioni giuridiche e giurisdizionali e per lo sviluppo della società civile Andrej Klišas e un membro dello stesso comitato, Konstantin Dobrynin.<span id="more-873"></span></p>
<p>Da quando la citata legge è stata approvata (su proposta del Presidente Putin) il parlamento ha svolto solo due inchieste. Nel 2004 il Consiglio della Federazione ha costituito una commissione per indagare le cause dell’agguato avvenuto nella scuola di Beslan. Il rapporto del presidente della commissione, Aleksandr Toršin, aveva rilevato le forti critiche delle vittime e dei soccorritori che ritenevano che fossero stati occultati i nomi dei funzionari che non erano riusciti ad evitare la tragedia. Nel 2009 presso la Duma si è svolta un’indagine sull’avaria della centrale nucleare di Sajano-Šušenska. Nel 2011 la stessa Duma non ha svolto l’indagine richiesta sulle cause della caduta ad Jaroslavl dell’aereo Jak-42.</p>
<p>Nel 2012 Putin, nell’articolo pubblicato durante la campagna elettorale “Democrazia e qualità dello Stato”, aveva proposto ai parlamentari di «riempire le procedure delle inchieste parlamentari di un reale contenuto».</p>
<p>Una così ridotta pratica di applicazione dell’inchiesta parlamentare viene spiegata dagli esperti con la tradizionale reticenza delle autorità russe verso qualunque forma di pubblicità delle questioni più scottanti. Nella legge attuale sono previste severe limitazioni, ad esempio per la costituzione di una commissione di inchiesta è necessario il consenso delle due camere. Per questo i senatori propongono di prevedere una commissione di conciliazione in caso di dissenso tra le camere, prima di sottoporre la proposta di inchiesta ad un secondo esame. Secondo le modifiche proposte, se durante il secondo esame per la formazione della commissione si dovessero pronunciare almeno i due terzi del numero complessivo dei membri della camera non concorde, allora la decisione sullo svolgimento dell’inchiesta sarebbe considerata adottata. Si propone anche di ampliare la tipologia dei proponenti l’inchiesta (ai deputati ed al plenipotenziario per i diritti dell’uomo si aggiungerebbero il Presidente, i governatori e i semplici cittadini) e l’elenco dei motivi per richiederla. Attualmente l’inchiesta può essere iniziata in due casi: 1. Violazione severa o massiccia dei diritti costituzionali del cittadino; 2. Catastrofi tecnologiche e loro conseguenze.</p>
<p>Gli autori del progetto ritengono che tra i nuovi motivi di indagine debbano esservi anche «fatti che testimoniano la preparazione, il tentativo o il compimento di reati gravi contro la sicurezza pubblica e il potere statale» ed anche circostanze «che rivestono una elevata rilevanza pubblica e che hanno carattere negativo». Potrebbero essere soggetti ad inchiesta parlamentare anche fatti di mancata esecuzione dei bilanci dei diversi livelli pubblici, violazioni da parte dei dipendenti pubblici della legislazione relativa alla formazione ed esecuzione dei programmi statali, della gestione della proprietà pubblica, dell’aggiudicazione degli appalti pubblici e nella sfera della lotta alla corruzione.</p>
<p>Secondo le modifiche proposte dai senatori, al termine dei lavori della commissione di inchiesta questa potrebbe proporre di privare il membro del Consiglio della Federazione o il deputato della Duma di Stato dell’immunità parlamentare. Attualmente per arrivare a tanto è necessario che il procuratore generale abbia presentato la relativa proposta alla camera.</p>
<p>Gli autori degli emendamenti propongono anche di inserire nella legge sull’inchiesta parlamentare il principio di «non ingerenza nell’attività della commissione parlamentare» da parte di organi del potere statale, cittadini e persone fisiche.</p>
<p>Il Governo federale, nella persona del vice premier Vladislav Surkov, e la Corte suprema federale, in proprie osservazioni ufficiali nei confronti di tale progetto di legge hanno espresso una serie di riserve ritenendo che l’elaborazione dello stesso dovrebbe essere perfezionata. In particolare entrambe le istituzioni dissentono dalla proposta di escludere dal comma 1 dell’art 287 del codice penale la parola «funzionari» al fine di estendere la responsabilità penale per rifiuto ingiustificato di fornire informazioni al parlamento non solo ai funzionari ma anche ad altre persone obbligate e fornire tali informazioni.</p>
<p><em>Angela Di Gregorio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: <a href="http://www.gazeta.ru/">www.gazeta.ru</a>; <a href="http://www.garant.ru/">www.garant.ru</a>; <a href="http://www.duma.gov.ru/">www.duma.gov.ru</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il parlamento ungherese approva una controversa modifica alla Legge Fondamentale</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 12:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>

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		<description><![CDATA[RevisioneUngheria2013  di Cristiano Preiner &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/wp-content/uploads/RevisioneUngheria20131.docx">RevisioneUngheria2013</a> </p>
<p><strong>di Cristiano Preiner</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DOCUMENTAZIONE &#8211; L&#8217;Ansa del Danubio</title>
		<link>http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/03/863/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 18:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Dau</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documentazione, pubblicazioni, bibliografia ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ansa del Danubio &#8211; Partiti, politica, istituzioni e altro ancora&#8230; Blog sull&#8217;Ungheria www.lansadeldanubio.blogspot.it]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<address>L&#8217;Ansa del Danubio &#8211; Partiti, politica, istituzioni e altro ancora&#8230;</address>
<address>Blog sull&#8217;Ungheria</address>
<address><a href="http://www.lansadeldanubio.blogspot.it/">www.lansadeldanubio.blogspot.it</a></address>
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		</item>
		<item>
		<title>Il 14 febbraio 2013 la Corte costituzionale si è pronunciata sulla costituzionalità della controversa legge sulle manifestazioni pubbliche</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 16:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Di Gregorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità della giurisprudenza costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza è stata emessa su ricorso di un gruppo di deputati della Duma e di un cittadino (Edvard Limonov, famoso scrittore e leader del partito nazional-bolscevico). In sintesi la Corte ha stabilito che l’ammontare minimo della sanzione per la &#8230; <a href="http://users2.unimi.it/dirpubesteuropa/2013/03/il-14-febbraio-2013-la-corte-costituzionale-si-e-pronunciata-sulla-costituzionalita-della-controversa-legge-sulle-manifestazioni-pubbliche/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza è stata emessa su ricorso di un gruppo di deputati della Duma e di un cittadino (Edvard Limonov, famoso scrittore e leader del partito nazional-bolscevico). <span id="more-860"></span></p>
<table width="100%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">In sintesi la Corte ha stabilito che l’ammontare minimo della sanzione per la violazione delle regole di svolgimento delle manifestazioni pubbliche deve essere diminuito; i lavori obbligatori possono essere comminati solo nel caso in cui si sia procurato un danno alla salute o alla proprietà; si esclude la responsabilità incondizionata di diritto civile per l’organizzatore della manifestazione pubblica per le azioni dei partecipanti ad essa. La Corte ha anche valutato la costituzionalità di una serie di altre disposizioni della legge federale «Sull’introduzione di modifiche al codice della FR sugli illeciti amministrativi ed alla legge federale Sulle riunioni, raduni, manifestazioni, marce e picchetti». Tale legge nel giugno 2012 aveva notevolmente aumentato le sanzioni monetarie in caso di manifestazioni non autorizzate ed introdotto una nuova sanzione amministrativa sotto forma di lavori obbligatori; era stato aumentato il termine di prescrizione per le relative categorie di cause amministrative, erano state rese più complesse le procedure per l’organizzazione e lo svolgimento di vari tipi di manifestazioni pubbliche.&nbsp;</p>
<p><em>Posizione dei ricorrenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il gruppo di deputati della Duma contestavano la costituzionalità della legge nella sua interezza dal punto di vista delle modalità di adozione ed anche singole disposizioni per il loro contenuto. Secondo loro, nell’esame del progetto di legge presso la camera bassa non sarebbero state rispettate le norme del regolamento (in particolare, circa le consultazioni coi soggetti della Federazione). Si ritenevano eccessive le multe previste dalla novella, la durata dei lavori obbligatori e il divieto di figurare tra gli organizzatori di una manifestazione pubblica per le persone sottoposte a procedimento per le relative disposizioni del codice sugli illeciti amministrativi. Inoltre la novella avrebbe ampliato infondatamente gli obblighi degli organizzatori ed avrebbe concesso alle autorità regionali competenze ingiustificatamente ampie nella regolamentazione di simili manifestazioni. Oltre a ciò ritenevano anche che una serie di disposizioni non corrispondesse ai principi di chiarezza e non contraddittorietà.</li>
<li>Secondo il ricorrente Limonov la norma applicata nei suoi confronti circa il divieto di figurare come organizzatore di una manifestazione di massa avrebbe violato il suo diritto alla libertà di riunione, i principi dell’eguaglianza dei diritti ed avrebbe stabilito una responsabilità aggiuntiva per la commissione di un illecito nonostante il divieto costituzionale di giudicare due volte per lo stesso reato. Il ricorrente contestava anche l’applicazione della norma alle persone sottoposte a procedimento prima dell’entrata in vigore della legge.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Posizione della Corte</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corte costituzionale ha deciso che l’aumento dell’ammontare della multa minima (pari a 10.000 rubli per i cittadini e 50.000 per i funzionari) non consente di tenere conto di tutte le circostanze del caso e di garantire la debita responsabilità individuale. Allo stesso tempo tale disposizione sarebbe in contrasto con la Costituzione. Fino a che l’ammontare della multa non verrà diminuito dal legislatore i tribunali possono infliggere la multa al di sotto dell’ammontare minimo previsto dalle norme contestate.</p>
<p>Per quanto riguarda i lavori obbligatori come sanzione amministrativa per la sola violazione formale della legislazione sulle manifestazioni pubbliche, questi possono essere considerati come mezzo di compressione delle opinioni altrui. Dunque non è conforme alla Costituzione la norma che consente di applicare tale misura come sanzione per un illecito non connesso alla causazione di un danno alla salute, a danni patrimoniali o ad altre conseguenze simili.</p>
<p>Le disposizioni della legge sull’ammontare massimo delle multe per violazione delle modalità previste per lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche non sono considerate in contrasto con la Costituzione. Tuttavia tale misura di punizione può essere applicata solo considerando tutte le circostanze del caso, qualora una multa di ammontare inferiore non consenta di prevenire efficacemente la ripetizione di analoghe violazioni.</p>
<p>La Corte ha ritenuto incostituzionale la norma che stabilisce la responsabilità civile dell’organizzatore di una manifestazione pubblica per le azioni commesse dai partecipanti a prescindere dalla sua colpevolezza e da una giusta sorveglianza. Tale disposizione della legge costituirebbe un’influenza eccessiva sulla libertà di riunione ed è in contrasto coi principi di fondatezza e imparzialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le norme sulla responsabilità amministrativa dell’organizzatore per azioni che abbiano causato un danno alla salute o ai beni sono dichiarate conformi alla Costituzione. Tuttavia bisogna accertare con sicurezza che proprio l’organizzatore con le sue azioni abbia procurato i citati danni.</p>
<p>La Corte ha notato che la norma sui luoghi specialmente individuati per le manifestazioni pubbliche è diretta a creare condizioni aggiuntive per l’esercizio del diritto di riunione. Ma tale finalità non viene raggiunta se nella regione non viene individuato un numero sufficiente di luoghi del genere e se i loro parametri conducono alla diseguaglianza nell’esercizio dei diritti dei cittadini. Fino a che non verranno introdotte le modifiche necessarie le autorità regionali devono fare in modo da individuare luoghi pubblici adatti perlomeno in ogni circondario urbano e distretto municipale.</p>
<p> La Corte costituzionale ha dichiarato non in contrasto con la Costituzione la disposizione sul divieto provvisorio di essere organizzatori di manifestazioni di massa per i cittadini che per due volte nell’anno precedente fossero stati sottoposti a procedimento amministrativo. Tale divieto secondo la Corte non limita il diritto dei cittadini di trovarsi alla manifestazione come partecipanti ordinari. Il caso di Limonov deve essere riesaminato.</p>
<p>La Corte inoltre ha fornito l’interpretazione costituzionale delle disposizioni che prevedono la responsabilità per il superamento del numero di partecipanti della manifestazione che era stato comunicato, che regolamentano le modalità della propaganda preventiva per la manifestazione ed anche i termini di prescrizione per la responsabilità amministrativa.</p>
<p>Per quanto riguarda le modalità di adozione della legge, la Corte ha rilevato lo scostamento da alcuni requisiti previsti dal regolamento che non hanno tuttavia condizionato il processo legislativo. Per questo la Corte non ha ritenuto ci fossero motivi per dichiarare l’incostituzionalità della procedura anche se ha esortato la Duma  a modificare il proprio regolamento per prevedere un esame accelerato dei progetti di legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>DI GREGORIO</li>
</ol>
<p>Fonte: www.ksrf.ru/news</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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