Segnalazione libraria: “L’italiano alla prova. Lingua e cultura linguistica dopo l’Unità”

Vi segnaliamo l’uscita del volume: L’italiano alla prova. Lingua e cultura linguistica dopo l’Unità, a cura di Franco Pierno e Giuseppe Polimeni – Franco Cesati Editore.

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Presentazione 
La lingua italiana ha origini colte, e prima ancora di essere diffusa tra la popolazione viveva nei testi scritti, nella letteratura. Ma dopo l’Unità d’Italia lo stesso Manzoni aprì un dibattito sulla questione della lingua, che non poteva più essere prerogativa dei letterati, ma che doveva diventare uno strumento comune.
«In questo senso il periodo che va dall’Unità al primo decennio del Novecento rappresenta un momento di incubazione senza precedenti, una “congiuntura linguistica” in cui l’italiano viene messo alla prova, chiamato a fare i conti con il suo passato di lingua letteraria e a trasformarsi in codice moderno, entro un sistema di rapporti sociali e culturali profondamente mutato», osservano Franco Pierno e Giuseppe Polimeni, curatori del volume L’italiano alla prova, una raccolta di saggi che offrono nuovi spunti di riflessione su quel particolare periodo della storia della nostra lingua. Da un lato l’analisi si rivolge alle implicazioni pratiche e concrete dell’uso comunicativo, dall’altro si affronta il tema dell’educazione linguistica.
Varie sfaccettature della storia del nostro Paese si intrecciano: il ministro Broglio invitò Pietro Fanfani a dare vita a un’iniziativa che sciogliesse questi nodi. Fanfani elaborò nella rivista “La Unità della Lingua”, uno spazio moderno di riflessione, aperto al dibattito con i lettori e a chiunque dovesse affrontare la questione della lingua.
Giulia De Dominicis rivela nel suo saggio l’approccio nuovo al problema da parte dei maestri, che intuiscono la scuola come spazio da cui partire per l’educazione linguistica e come un banco di prova della lingua rispetto all’uso dei dialetti. «Lo Stato è chiamato ad avviare i cittadini alla conoscenza della lingua, che rappresenta il primo livello di partecipazione alla vita civile», si legge nella premessa dei curatori.
Qual è stato il ruolo della scuola nel passaggio dall’uso del dialetto a quello dell’italiano? In che modo le lingue straniere influirono e in che modo furono accolti i prestiti dai linguisti? Quali erano gli argomenti della pubblicistica femminile dell’epoca? E quale fu l’apporto di autori come Edmondo De Amicis e Carlo Collodi? Sono questi i temi affrontati nei contributi da Giuseppe Polimeni, Giulia De Dominicis, Cecilia Demuru, Lorenzo Coveri, Elisa De Roberto, Rita Fresu, Raffaele Deantoni, Matteo Grassano e Roberto Vetrugno.

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