Aldo Spranzi

è professore ordinario di Economia dell’arte nell’Università di Milano.

Curriculum Vitae

Mi sono diplomato perito industriale elettrotecnico all’Istituto A.Rossi di Vicenza, lavorando dopo il diploma per due anni in Germania e in Italia alla Siemens.

Iscritto a Ca’ Foscari, Economia e Commercio, mi sono presto trasferito a Milano, alla Bocconi, per inseguire una fanciulla di cui mi ero innamorato, che studiava alla Cattolica, riuscendo, non si sa come, a conquistarla e a sposarla. Abbiamo poi messo al mondo quattro figli.

Laureato in Economia alla Bocconi, ho percorso l’intero cursus fino a diventare professore ordinario di Economia industriale. Ho insegnato alla Bocconi e nelle università di Cagliari, Pavia, Brescia e Parma. Dal 1975 sono ordinario di Economia industriale nell’Università di Milano.

Nel 1978 ho dato vita, e poi diretto per più di vent’anni, al Centro di Studi sul commercio (CESCOM) dell’Università Bocconi, cui va il merito di aver contribuito in misura sostanziale alla creazione di una cultura distributiva nel nostro Paese. Ho fondato e diretto la rivista COMMERCIO, Rivista di Economia e Politica commerciale.

Numerose, in quel periodo, le pubblicazioni, soprattutto nel campo del calcolo dei costi nelle imprese e della distribuzione commerciale (di una, in particolare, sono ancora fiero: Calcolo dei costi nelle imprese industriali).

Nel 1984 un evento straordinario cambia, stravolge la mia vita di studioso: incontro, con la complicità del caso, Alessandro Manzoni, fino a quel momento a me sconosciuto: ne avevo solo sentito vagamente parlare.

L'incontro con Alessandro Manzoni

In un caldo mese di luglio, nel mezzo di un’assolata campagna piacentina, il caso mi fa trovare in mano i Promessi sposi nell’edizione commentata da Luigi Russo: decido, per ammazzare il tempo, di sfogliare il romanzo e incomincio a leggerlo. Stupefacente, anzitutto, la piacevolezza imprevista della lettura, ma ancor più un altro fatto. Fin dalle prime pagine mi trovo di fronte a una sbalorditiva divergenza tra quel che il testo del romanzo dice e quel che il commentatore (in rappresentanza dell’intera cultura letteraria italiana) gli fa dire (e che viene insegnato a scuola!). Procedendo nella lettura la divergenza diventa sempre più marcata e più evidente, fino a giungere a una vera e propria contrapposizione di significati antitetici.

Data la mia ignoranza in fatto di questioni letterarie, penso di lasciar perdere, ma vengo coinvolto in una sorta di sfida investigativa, di gioco intellettuale, che m’induce a rileggere più volte, attentamente, il romanzo e a esaminare altrettanto attentamente il commento (e negli anni successivi l’intera letteratura manzoniana). I risultati hanno dell’incredibile: non solo è evidente il fraintendimento del capolavoro nazionale da parte dei letterati, dei professionisti della critica; ancor più stupefacente la scoperta della mia illimitata capacità  di comprensione del testo e dell’estrema facilità  di giudizio sul comportamento degli specialisti, una sorta di onnipotenza che paradossalmente risulta essere frutto della mia ignoranza metatestuale: se avessi conseguito una laurea in Lettere dopo un buon liceo classico, sarei stato con ogni probabilità  impermeabile alla voce dell’arte. Proprio questa particolare specie di ignoranza infatti è la chiave di tutto, perché consente di individuare, su base oggettiva, liberi da pregiudizi metatestuali e da soggezioni culturali, la coerenza che lega tutti gli elementi del testo, dalla quale emerge il senso dell’opera.

E poiché il mestiere di professore universitario, sia pure in una materia che con l’arte nulla aveva a che fare, mi metteva in grado di scrivere agevolmente un libro su questa straordinaria esperienza, e anche di pubblicarlo, ho scritto l’Anticritica dei Promessi sposi (1995), che non è l’opera di un erudito ma il diario dell’esperienza di un comune lettore.

Del tutto naturale la curiosità di conoscere poi di persona Alessandro Manzoni, dopo averne inteso il capolavoro: impresa anche questa incredibilmente agevole, che si è tradotta nella pubblicazione della biografia del Grande Lombardo: Il segreto di Alessandro Manzoni. Che cosa nasconde l’autore dei Promessi sposi? Una manzoniana detective story (2001)


La dimostrazione della scientificità dell’approccio dell’economia dell’arte: la verifica sperimentale dell’apparato teorico

1. Ho interpretato un grande numero (40 opere complessivamente) di capolavori artistici di ogni epoca e forma d’arte; interpretazioni contenute nelle pubblicazioni scientifiche più avanti elencate.

2. Ho utilizzato l’insegnamento di Economia industriale di cui ero titolare nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano per far sperimentare il metodo interpretativo, in totale autonomia, a classi di studenti: dieci anni di esperimenti collettivi che hanno coinvolto 438 persone, i cui risultati sono esposti in Arte & spiritualità, Libro secondo.


Sensazionali scoperte

1. I Promessi sposi sono un’opera anticristiana, una vera e propria contestazione del cristianesimo; un’opera intensamente religiosa tuttavia, con il Dio cristiano soppiantato da un’altra divinità che regna sul mondo e alla quale tutti gli uomini ubbidiscono: l’Odio. Anticritica dei Promessi sposi (pp. 1210); Alla scoperta dei Promessi sposi (edizione commentata); Il Diavolo nei Promessi sposi (pp. 257).

2. Manzoni non è mai stato cattolico: ha finto di esserlo per tutta la vita. Il segreto di Alessandro Manzoni (pp. 602). L‘altro Manzoni. Indagine su un ‘delitto perfetto’ che attendeva con impazienza di essere scoperto (pp. 342).

3. A causa della sua identità, la cultura artistica ufficiale è incapace di intendere l’arte – ignora la sua natura, il suo modus operandi, la natura del bisogno di arte – e impedisce ai consumatori l’accesso all’arte, l’appagamento di un bisogno primario qual è il bisogno di arte. Una documentazione analitica di quanto affermato si trova in SPRANZI, La parodia dei Promessi sposi, ovvero l’inettitudine della cultura letteraria (pp. 798) e in altre pubblicazioni.

4. Gli economisti sono in grado – nella veste di comuni fruitori! - di maneggiare non da dilettanti le variabili estetiche, di occuparsi in modo professionale, secondo canoni scientifici, di arte, un campo fino a questo momento off limits per loro. SPRANZI, Economia dell’arte (pp. 628)


Nasce una nuova disciplina scientifica: l’Economia industriale dell’arte, la cui missione è di aprire alla massa dei consumatori le porte dell’arte, oggi sbarrate a causa del ’sabotaggio’ della cultura letteraria

Qui incomincia un’altra tappa della mia avventura intellettuale e umana, nella veste di rappresentante, nel campo dell’arte, della massa degli uomini comuni. Mi accorgo che il contatto diretto, senza intermediari, con la grande arte manzoniana mi ha conferito una stupefacente capacità di comprensione del fenomeno estetico: i Promessi sposi hanno non solo svelato il loro segreto ma anche palesato la natura dell’arte e i modi con cui può essere intesa. Detto in altri termini, mi sono accorto di essere andato a scuola dall’arte ricevendone una magnifica lezione di metodo. L’arte manzoniana, in rappresentanza dell’Arte, ha indicato il metodo col quale ogni comune fruitore può intenderla e possederla; un metodo che esclude il ricorso al metatesto e il soggettivismo che caratterizzano il modo di fruizione tradizionale.

Questo mi ha indotto, e messo in grado, di diventare economista dell’arte, cultore di una nuova disciplina scientifica che ha per oggetto la diffusione dell’arte per consentirle di giungere – con una politica industriale dell’arte - ai suoi destinatari che oggi, come eloquentemente mostra il caso dei Promessi sposi, ne sono esclusi.

Le pubblicazioni scientifiche di Economia dell’arte – i tasselli della nuova disciplina scientifica

  1. A. SPRANZI, Arte & Economia. I presupposti estetici dell'economia dell'arte, Egea, Milano 1994.
  2. A. SPRANZI, "Il management delle istituzioni artistiche e la crisi strutturale del comparto. Il caso delle 'arti rappresentate"', in: Economia & Management, n. 2, 1995.
  3. A. SPRANZI, Anticritica dei 'Promessi sposi'. L'efficienza dell’industria culturale: il caso de 'I promessi sposi’, Egea, Milano 1995.
  4. A. SPRANZI, Il ‘Ratto dal serraglio’ di W.A.Mozart. Una lettura non autorizzata. Working paper, Dipartimento di Economia politica e aziendale dell’Università di Milano, 1996.
  5. A. SPRANZI, Incontro con il grande Mozart. Gli studenti di Scienze Politiche interpretano il 'Ratto dal Serraglio' di W.A. Mozart. Un esperimento di Economia dell’arte, Unicopli-Cuesp, Milano 1996.
  6. A. SPRANZI, Art Economics. A Consumer-oriented Art Economics, Research Paper, CESCOM, Bocconi University, Milan, 1996.
  7. A. SPRANZI, P.GIBELLINI, F.PASQUALINO, “Ancora sull’anticritica manzoniana, in: Studi cattolici, n.421, 1996.
  8. A. SPRANZI, 'Così fan tutte’ di W.A. Mozart. Il punto di vista dell'economia dell’arte, Unicopli-Cuesp, Milano 1997.
  9. A. SPRANZI, "'È giunto il momento che l'economista dell'arte si occupi di arte"', in: Il Risparmio, n. 3, 1997.
  10. A. SPRANZI, “Satana & Don Abbondio”, in: Studi Cattolici, n. 442, 1997
  11. A SPRANZI, Una nuova economia della cultura al servizio dell’arte: il caso della lirica, Unicopli-Cuesp, Milano 1998.
  12. P. CIGADA, G. GUAGLIANONE, G. PACCHIANO, A. SPRANZI, Letteratura & Pedagogia. Manifesto per una emancipazione della scuola secondaria dalla cultura accademica, Egea, Milano 1999.
  13. C. DELFRATI, C. DI GENNARO, R. IOVINO, A. SPRANZI, Economia dell’arte e musicologia: un dialogo tra diversi con l’intermediazione di W.A. Mozart, Unicopli-Cuesp, Milano 1999.
  14. A. SPRANZI, La musica come conoscenza. Lettura del 3° concerto brandeburghese di J. S. Bach, Egea, Milano 1999.
  15. A. SPRANZI, Il segreto di Alessandro Manzoni, che cosa nasconde l’autore dei Promessi Sposi? Una manzoniana detective story, Unicopli, Milano 2001.
  16. A. SPRANZI, L’innovazione nel marketing dell'arte. Un caso paradigmatico di economia dell’innovazione, Rapporti di ricerca di 'Sinergie', Cueim, Verona 2001.
  17. A. SPRANZI, L’economia dell’arte: una verifica empirica del modello teorico. La 'Pala di Urbino’ di Piero della Francesca,  Unicopli/Cuesp, 2001.
  18. A. SPRANZI, L’economia dell’arte: una verifica empirica del modello teorico. La Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, Unicopli/Cuesp, 2002.
  19. A. SPRANZI, L’economia dell’arte: una verifica empirica del modello teorico. 'Gli amanti veneziani’ di Paris Bordon, Unicopli/Cuesp, 2002.
  20. A. SPRANZI, L’economia dell’arte: una verifica empirica del modello teorico. 'Così fan tutte’ di W.A. Mozart, Unicopli/Cuesp. 2002.
  21. A. SPRANZI, Saper vedere. Guida alla pittura, ad uso esclusivo dei non specialisti, Unicopli, Milano, 2002.
  22. A. SPRANZI, Economia dell’arte, Unicopli, Milano, 2003.
  23. L. BOZZOLA TREZZA, A. SPRANZI, L’economia dell’arte: una verifica empirica del modello teorico. L’infinito di Giacomo Leopardi, Unicopli/Cuesp, 2003.
  24. A. SPRANZI, Economics of the Arts. A New Approach to Art Economics, Unicopli/Cuesp, Milano, 2005.
  25. A. SPRANZI, La commedia nell’economia dell’arte (CIMAROSA, Il matrimonio segreto; RISI, Straziami ma di baci saziami; ROSSINI, La Cenerentola, La gazza ladra; GOLDONI, Gli innamorati; MONICELLI, I soliti ignoti; BLASETTI, Peccato che sia una canaglia; MAY, The heartbreak Kid), Unicopli, Milano, 2005.
  26. A. SPRANZI, Guida alla musica di J.S.Bach (Concerti brandeburghesi, Toccata e fuga in re minore, Messa in si minore, Passione secondo Giovanni). La musica e i suoi destinatari: il punto di vista dell’economia dell’arte, Unicopli, Milano, 2006.
  27. A. SPRANZI, L’insegnamento dell'economia dell’arte. Manuale didattico per il docente privo di autorità, Unicopli/Cuesp, Milano, 2006.
  28. A. SPRANZI, Il teatro di Mozart (Die Zauberflöte, Die Entführung aus dem Serail, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, Don Giovanni). Il punto di vista dell’economia dell’arte, Unicopli, Milano, 2006.
  29. A. SPRANZI, L’altro Manzoni. Indagine su un ‘delitto perfetto’ che attendeva con impazienza di essere scoperto, Ares, Milano, 2008.
  30. A. SPRANZI, A.B.BUZZI, Il segreto di Zeno. Interpretazione de ‘La coscienza di Zeno’ di Italo Svevo, Unicopli, Milano, 2008.
  31. A. SPRANZI, L’antimanzonismo silente. L’inefficienza della filiera artistica dell’industria culturale. Relazione presentata al Convegno su L’antimanzonismo organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università G.D’Annunzio di Pescara/Chieti, Working paper, Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche, Università di Milano, 2008.
  32. A. SPRANZI, Il marketing dell’arte, Unicopli, Milano, 2008.
  33. A. SPRANZI, “Il metodo interpretativo applicato alla pittura: la ‘Cena in Emmaus’ di Caravaggio”, in Studi cattolici, luglio-agosto 2009.
  34. A. SPRANZI, La locandiera di Carlo Goldoni. Una magnifica denigrazione della femminilità, Unicopli, Milano, 2010.
  35. A. SPRANZI, “In villeggiatura con Carlo Goldoni (I segnali dell’arte nella trilogia della villeggiatura)”, in: Studi cattolici, n. 597, novembre 2010.
  36. A. SPRANZI, Alla scoperta dei ‘Promessi sposi’. Dalla lettura integrale del testo un’inattesa interpretazione del romanzo (edizione commentata del romanzo),Ares, Milano, 2011.
  37. A. SPRANZI, Economics & Aesthetics. How can art economists obtain the aesthetic knowledge they need for their economic purposes? Unicopli/Cuesp, Milano 2011.
  38. A. SPRANZI, La parodia dei ‘Promessi sposi’, ovvero l’inettitudine della cultura letteraria, Unicopli, Milano, 2012.
  39. A. SPRANZI, Il diavolo nei Promessi sposi. Viaggio nel manzoniano Trattato morale figurato in compagnia del Maligno, Unicopli, Milano, 2013.
  40. A. SPRANZI, Arte per tutti. L’interpretazione fai-da-te, Unicopli, Milano, 2015.
  41. A. SPRANZI, Arte & Spiritualità. La proposta dell’Economia dell’arte, Unicopli, Milano, 2016.
  42. A. SPRANZI, Premiata ditta SPRANZI ALDO. Dal 1932, Unicopli, Milano, 2018.
  43. A. SPRANZI, Rubrica NOI E L’ARTE in Studi cattolici, dal n.566/2008.